Champions: per la Juve il Real di Ancelotti

Draw of the semi-finals of UEFA Champions League 2014/15

ROMA. – “Tutti vogliono la Juve”. Titolava così alla vigilia del sorteggio Champions lo spagnolo Marca, senza ovviamente chiedersi chi volesse come avversaria nelle semifinali la Juve. Tre avversarie terribili, per comune sentire superiori alla squadra di Allegri. Eppure non è andata male, ai bianconeri, che hanno pescato il Real Madrid.

Barcellona-Bayern Monaco, l’altra semifinale, sembra davvero una finale anticipata, oltre a fornire il brivido del ritorno al Camp Nou di Pep Guardiola. ”Il Real ha dei mostri, ma ce la giochiamo senza paura”, la parola d’ordine di Nedved. Senza Modric e forse Bale, il Real e’ la squadra meno in forma del terzetto. Eppure resta mostruosa. Incroci emozionanti, personali e sportivi, dal sorteggio.

Nella capitale spagnola, secondo i media on line, si parla di “fortuna” per la sfida con una Juventus considerata l’outsider nel quartetto delle semifinaliste, presentata in questi giorni come vaso di coccio, pesce rosso tra gli squali, zebra tra i leoni. Ma anche dal punto di vista bianconero il Real attuale è forse l’avversario più abbordabile, almeno a quanto si è visto nei quarti di finale ma la capacità e l’esperienza di Ancelotti, la forza della rosa e la tradizione dell’unico club che vanta dieci vittorie in Champions bastano per intimorire campioni del mondo come Buffon e Pirlo.

Allegri, che quando era alla guida del Milan era abituato a confrontarsi con il Barcellona, ha una dozzina giorni per preparare la sfida del 5 maggio allo Stadium, nella speranza di recuperare Pogba almeno per il ritorno del 12 a Madrid, dove probabilmente si deciderà chi andrà a Berlino.

Juventus e Real Madrid si sono affrontate in 16 occasioni in Champions League, con otto vittorie madridiste, un pari e sette successi bianconeri. Nell’unica finale, nel 1998 ad Amsterdam, il Real di Heynckes si impose 1-0 sugli uomini di Lippi.

La sfida Barcellona-Bayern Monaco e’ soprattutto una sfida tra il passato e il futuro, entrambi targati Guardiola. Al Camp Nou il tecnico catalano sublimò un nuovo modo di fare calcio, il tiki taka all’eccesso condito di campioni: risultato, due Champions vinte. Ora all’Allianz Arena si e’ rigenerato, costruendo un’altra macchina perfetta. Ritroverà Messi e Piquè, Iniesta e Xavi un po’ invecchiati e ora in parte accantonati da Luis Enrique, ma comunque una squadra abituata a dominare.

E’ una sfida che si ripropone per la settima volta e nelle precedenti c’è un solo successo catalano, un pareggio e quattro vittorie dei bavaresi, le ultime nella semifinale 2012 (4-0 a Monaco e 0-3 al Camp Nou), ma la statistica non conta di fronte all’evento del primo ritorno di Guardiola da avversario a Barcellona. L’unica squadra tedesca del lotto avrà uno stimolo in più per essere protagonista della semifinale di Berlino, ma il Barcellona è l’avversario meno facile anche se l’andata si gioca (6 maggio) al Camp Nou. Il Bayern, come la Juve, ha poi il vantaggio di doversi concentrare solo sulla Champions, dato che il campionato è ampiamente vinto, mentre le due spagnole sono impegnate in un duro testa a testa.

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