Addio a Francois Michelin, storico patron dell’azienda

Pubblicato il 29 aprile 2015 da redazione

Ecomobilità, nel 'libro verde' Michelin propone le soluzioni

PARIGI. – Michelin dice addio al grande artefice del suo successo, che tra la metà degli anni Cinquanta e la fine degli anni Novanta la trasformò da piccola azienda di famiglia a leader mondiale dei pneumatici. Francois Michelin, nipote del fondatore della società e suo patron per quasi mezzo secolo, è morto oggi all’età di 89 anni, nella sua Clermont Ferrand, piccola città della Francia centrale da sempre luogo prediletto della famiglia e dell’azienda che ne prese il nome. La stessa in cui era nato, nel 1926, e in cui nel 1955 il nonno Edouard l’aveva scelto per succedergli alla guida del business familiare, ai tempi un’azienda di medie dimensioni, decima al mondo per giro d’affari, che cominciava a raccogliere successi grazie all’invenzione delle gomme a carcassa radiale, che permettevano migliore aderenza anche a velocità più alta.

Da qui, quello che molti soprannominavano “il patron più segreto di Francia”, ha costruito un vero e proprio impero, portando i prodotti e il marchio Michelin in tutto il mondo, e trasformando la sua mascotte, l’omino Bibendum, in un’icona globale.

Alla fine degli Anni Novanta, quando si fece da parte, la società era ormai un colosso con 127 mila dipendenti in 18 Paesi, capace di crearsi una posizione stabile anche nel difficile mercato Nordamericano. Senza mai, però, tradire i valori originari della famiglia, cattolica di stampo conservatore, a cui Francois Michelin era profondamente attaccato e che non esitava a difendere in dichiarazioni polemiche contro sindacati, politici “marxisti” e funzionari pubblici le cui assunzioni servono solo “a far pagare più tasse, e quindi obbligano le aziende a licenziare”.

La sua volontà di lasciare la società di famiglia nelle mani del suo discendente diretto, il figlio Edouard, si è però scontrata con un tragico scherzo del destino. Scelto prima, nel 1999, come presidente e co-gestore, e poi come patron unico nel 2002, l’erede designato è morto nel 2006, ad appena 43 anni, durante una battuta di pesca in mare aperto in Bretagna.

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