Tevez, sinfonia scudetto. Juve a un punto dalla festa

Pubblicato il 30 aprile 2015 da redazione

Soccer: Serie A; Juventus-Fiorentina

TORINO. – Per lo scudetto la Juve dovrà pazientare ancora qualche giorno, e strappare almeno un punto sabato prossimo alla Samp: il 3-2 alla Fiorentina non basta perché Lazio e Roma hanno vinto, anzi stravinto. Ma il successo sulla Fiorentina ha fatto digerire ad Allegri ed ai tifosi bianconeri la sconfitta nel derby di domenica scorsa. Male che vada, il tricolore arriverà il 9 maggio, quando la Juve affronterà allo ‘Stadium’ il Cagliari. I bianconeri, Allegri in testa, tuttavia, faranno di tutto per brindare a Genova, per arrivare liberi di testa al primo rendez-vous con i campioni d’Europa del Real Madrid.

Il successo contro una rivale storica, la Viola, questa volta un po’ molle ed alla quarta sconfitta consecutiva, e seguita a Torino da appena 104 tifosi, fa comunque sempre piacere a chi tifa bianconero. Per Montella, invece, un altro ko, pieno di recriminazioni soprattutto perché il 3-1 di Tevez è arrivato pochissimi minuti dopo il rigore calciato in curva da Rodriguez. Poteva essere il 2-2. Era il secondo tiro dagli ultimi undici metri a favore dei viola. Entrambi assegnati per falli su Joaquin ed entrambi contestati dalla Juve.

Il primo, che aveva portato la squadra di Montella in vantaggio, segnato con precisione da Rodriguez, per uno sgambetto di Pirlo, il secondo per un intervento giudicato falloso di Chiellini. E se nell’ultimo Juve-Fiorentina il mattatore era stato Salah, questa volta è stato ancora una volta Tevez: non ha toccato molti palloni, ma ne ha trasformati in oro due, il primo librandosi nell’aria per colpire di testa un calibrato cross di Evra, l’altro con un diagonale di perfetta geometria. L’argentino, arrivato a quota 20 in campionato (uno più di tutto l’scorso in serie A) ha festeggiato mimando il suono di un violino, chissà se in ricordo di quello di Garcia mesi fa o per celebrare la sinfonia scudetto.

Tra le due reti dell’Apache, una zampata di ‘Re Leone’ Llorente, animato dalla voglia di chiudere bene una stagione un po’ incolore. Vedendo il Real all’orizzonte lo spagnolo si è svegliato: prima di segnare aveva reclamato per una trattenuta di Gonzalez in area, rigore sospetto in una serata tutta da moviola per l’arbitro Banti ed i suoi collaboratori.

Dopo il derby violento dei tifosi, la partita allo ‘Stadium’ era iniziata in un clima surreale all’interno. Per protesta contro il divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Piemonte per Samp-Juve e forse anche contro l’ipotesi della squalifica delle curve dopo il lancio della bomba carta nel derby, il tifo organizzato bianconero aveva deciso uno sciopero: tutti in silenzio.

Niente cori e coreografie, striscioni appesi con le scritte al contrario sulle balaustre. L’ambiente si è poi scaldato quando sono arrivate le notizie dei gol del Palermo al Torino, tornato grande nemico della tifoseria bianconera dopo il 2-1 nel derby, e sul rigore concesso per il fallo di Pirlo su Joaquin. Ma la festa è rimandata e forse nessuno l’aveva preparata. Ci sarà tempo, manca solo un punticino.

(di Renato Botto/ANSA)

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