Baltimora: l’America scende in strada. Arresti a New York

Demonstrators gather in New York City to protest the death in custody of Freddie Gray

WASHINGTON. – L’America scende in strada, in un fiume di proteste che attraversa il Paese al grido di “giustizia per Freddie Gray”. Ancora a Baltimora, a migliaia hanno marciato ieri in una dimostrazione spontanea e pacifica conclusa davanti alla sede del Municipio prima che scattasse il coprifuoco per la seconda notte consecutiva.

E altre manifestazioni sono già in programma, domani e domenica. Ma anche New York, Boston, Houston, Indianapolis, Atlanta, Denver si sono mobilitate. E a Washington centinaia di persone hanno attraversato la capitale degli Stati Uniti per portare la loro protesta fin davanti alla Casa Bianca. E’ però a New York che è salita la tensione: la folla ha invaso la città dopo aver cominciato a sfilare da Union Square, nel cuore di Manhattan, in un corteo che si è poi sviluppato anche lungo la Fifth Avenue, per finire riempiendo Times Square.

La polizia è intervenuta immediatamente e senza fare sconti. Il bilancio è di oltre 120 arresti. Baltimora intanto si prepara alla sua terza notte di coprifuoco. La scorsa è passata senza episodi di violenza. La città procede così verso il ritorno alla calma e alla normalità, ma resta la tensione sottotraccia e montano le aspettative, con ogni piccolo dettaglio che emerge sul caso Freddie Gray che diventa potenziale spartiacque. Forse anche per questo, per stemperare la tensione, è stata anticipata la consegna alla procura del Maryland del rapporto ‘preliminare’ della polizia sulla morte del 25enne afroamericano avvenuta una settimana dopo il suo arresto.

Conclusioni che sono ora arrivate sul tavolo della giovane procuratrice Marilyn Mosby, 35 anni – in ruolo da soli quattro mesi- che dovrà decidere se incriminare o meno gli agenti coinvolti nella vicenda. Con genitori, nonni, zii tutti poliziotti, la procuratrice afroamericana, madre di due bambine, conosce bene le forze dell’ordine, ma in passato le è capitato di condannare con fermezza la brutalità della polizia.

Mosby per ora non parla e sui contenuti del rapporto non trapela nulla. Quello che emerge è invece un nuovo dettaglio sul giorno dell’arresto di Freddie Gray: il furgone della polizia con a bordo il 25enne fermato avrebbe effettuato una sosta in più rispetto a quanto noto fino ad ora nel tragitto verso la centrale. C’è poi una testimonianza raccolta dal Washington Post secondo cui una persona arrestata lo stesso giorno di Grey e trasportata nello stesso furgone della polizia con lui ha detto agli investigatori di aver sentito il ragazzo che “sbatteva contro le pareti” del mezzo, come se stesse “cercando di ferirsi da solo”. Il testimone, che ora è in prigione, si trovava in un’altra sezione del furgone, separato da Grey.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)