Papa: “Fare di tutto per creare lavoro, anche cose piccole”

Pope Francis audience with the Isernia diocese

CITTA’ DEL VATICANO. – “Si deve cercare di trovare cose per i giovani, posti di lavoro, piccole cose, perché, voi sapete, il lavoro ti dà la dignità. Pensate, un giovane che non trova lavoro, non sente quella dignità e soffre. Vi incoraggio a cercare, a pregare, e cercare piccole cose, piccole cose per i giovani soprattutto”.

Papa Francesco ha rilanciato il suo appello contro la disoccupazione e per il lavoro incontrando nell’aula Paolo VI in Vaticano circa 5.000 partecipanti al pellegrinaggio della diocesi di Isernia. La preoccupazione per il lavoro è sempre presente nel Papa rispetto all’Italia, e aveva denunciato la disoccupazione anche lo scorso 5 luglio, quando è andato in visita ad Isernia, la visita che oggi la diocesi gli ha reso, guidata dal vescovo mons. Camillo Cibotti.

A ridosso della festa del primo maggio, che per la chiesa coincide con quella di “san Giuseppe lavoratore”, papa Francesco aveva denunciato l’intollerabile tasso di disoccupazione giovanile in Italia, giovedì 30 aprile, incontrando le CVX-LMS italiane (laici che si ispirano a Ignazio di Loyola, ndr): “Un Paese in cui la disoccupazione giovanile supera il 40% – ha detto alle CVX-LMS – è un Paese che ha scartato una intera generazione di persone”.

L’attenzione al mondo del lavoro è stata inoltre manifestata da papa Francesco anche mercoledì scorso, quando ha denunciato come “puro scandalo” il fatto che a parità di lavoro le donne siano pagate meno degli uomini. Il Papa, accolto in modo molto festoso dai pellegrini da Isernia, ha cominciato con una battuta: “Ma dal momento in cui sono entrato ho visto la vostra gioia, ma siete gioiosi voi, eh? Siete gioiosi. Adesso capisco un po’, un po’, perché papa Celestino non si trovava bene a Roma ed è tornato da voi, per la vostra gioia”, ha detto alludendo a Celestino V, il papa che si dimise dal papato e tornò a fare l’eremita in Molise.

Affrontando i temi sociali, papa Bergoglio ha ricordato quanto disse durante la sua visita a Isernia e ha poi affermato che il “cronico problema della disoccupazione, che tocca soprattutto le nuove generazioni, che sempre più prendono la strada verso altri Paesi”, costituisce uno “scenario preoccupante”, richiede “passi concreti per favorire l’aprirsi di nuovi posti di lavoro” e una “mobilitazione generale che unisca gli sforzi di popolazione, istituzioni, privati e diverse realtà civili”.

“Penso specialmente – ha detto – al cronico problema della disoccupazione, che tocca soprattutto le giovani generazioni, che sempre più prendono la strada verso altri Paesi; penso anche alla mancanza di servizi adeguati alle effettive necessità delle persone – in particolare anziani, ammalati e disabili – e delle famiglie”. “Di fronte a questo scenario preoccupante – ha rimarcato – si rende necessaria una mobilitazione generale, che unisca gli sforzi della popolazione, delle istituzioni, dei privati e delle diverse realtà civili. Non si possono rimandare passi concreti per favorire l’aprirsi di nuovi posti di lavoro dando così, soprattutto ai giovani, la possibilità di realizzare sé stessi mediante un’onesta attività lavorativa”.

Il vescovo di Isernia, mons. Camillo Cibotti, nel suo saluto al Pontefice, ha ricordato la visita del Papa dello scorso luglio. “L’eco di questo evento – ha detto – è ancora viva in tutti i cuori”, e “la fiducia nel futuro è il vero dono che ha lasciato alla nostra terra”, “dobbiamo riconoscerlo: la realtà del nostro territorio non è cambiata da quando ci siamo incontrati, eppure le sue parole sono state preziose” nel darci speranza e nel “renderci partecipi di proposte e stimoli che condivideremo con la chiesa universale in occasione del giubileo e con la chiesa nazionale nel convegno di Firenze”. La diocesi ha consegnato al Papa una offerta per le opere caritative di questi. (giovanna.chirri@ansa.it)