La sfida dell’Italia, alto debito e bassa crescita

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BRUXELLES. – Il debito resta elevato, il secondo più alto dell’Eurozona dopo la Grecia, la crescita riparte ma resta graduale e l’occupazione migliora ma solo molto gradualmente. E sul deficit pesa l’incognita del ‘buco’ dopo la sentenza della Consulta sulle pensioni e dell’eventuale uso del ‘tesoretto’, non ben dettagliato nella legge di stabilità.

Nelle nuove previsioni economiche la Commissione europea vede dei progressi in Italia, ma le ricorda che la sfida è sempre la stessa: coniugare abbattimento del debito, che quest’anno sale ancora, con riforme pro-crescita e politica di bilancio prudente. Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan si dice rassicurato dai numeri di Bruxelles, perché “in linea con quelli del Def”. Le stime di primavera della Commissione Ue danno una crescita di +0,6% nel 2015, invariata rispetto alle previsioni di febbraio, e di +1,4% nel 2016, in rialzo di +0,1%.

La ripresa di quest’anno è “sostenuta soprattutto dall’export aiutato dal deprezzamento dell’euro”, e per l’anno prossimo “dall’aumento della domanda esterna e dagli investimenti”. Anche l’inflazione riparte (+0,2% nel 2015 e +1,8% nel 2016, stima che incorpora l’aumento dell’Iva), e inoltre “il netto deprezzamento dell’euro potrebbe portare a guadagni più forti dell’atteso per la competitività”.

Buone notizie anche sul fronte del deficit, atteso a 2,6% per quest’anno e a 2% nel prossimo. Mentre il debito tocca il picco di 133,1% quest’anno, per poi scendere a 130,6% nel prossimo. Sulla situazione dei conti pubblici pesano però i “rischi collegati a possibili misure espansive aggiuntive annunciate nella legge di stabilità ma non ancora dettagliate”, ovvero il ‘tesoretto’, e il buco sulle pensioni. Bruxelles nei prossimi giorni si aspetta un chiarimento su come il Governo intenda procedere: “E’ competenza delle autorità italiane dire quali sono le misure che intende prendere per compensare le perdite e garantire che l’Italia resti nella pista prevista del Patto di stabilità”, ha chiarito il commissario agli affari economici Pierre Moscovici.

Inoltre, il commissario ha avvertito che per l’Italia “la sfida maggiore è l’elevato debito con la crescita che resta debole perciò bisogna articolare una politica di bilancio prudente con un’agenda di riforme che resta ambiziosa”.

A far calare le ombre su una fotografia complessivamente promettente, c’è la situazione del lavoro: la disoccupazione scende a 12,4% rispetto al 12,8% previsto a febbraio, e resterà invariata anche nel 2016, ma è considerato un miglioramento “marginale”. Il tasso di occupazione migliora “molto gradualmente”, anche grazie alla pressione “limitata” sul costo del lavoro “grazie al taglio del cuneo”.

Dall’Italia il ministero dell’Economia ha diffuso in serata i dati relativi alle entrate tributarie nei primi tre mesi che mostrano una sostanziale tenuta (-0,1%) nonostante l’effetto negativo che deriva sull’Iva (-2,4%) dall’introduzione dello Split Payment che produrrà effetti a partire da aprile. Bene invece gli incassi della lotta all’evasione con una crescita del 22,7% del gettito delle iscrizioni a ruolo.