Impresa della Juventus, Morata e Tevez mandano ko il Real

Pubblicato il 05 maggio 2015 da redazione

Italy Soccer Champions League

TORINO. – Juve o Real, si deciderà tutto al Bernabeu, tra otto giorni, quando sicuramente si vivrà un’altra serata di grandissime emozioni. Come quella allo Stadium con il nuovo record d’incasso (oltre 3,3 milioni di euro), in visibilio per il successo (2-1) dei bianconeri, che hanno messo paura ai campioni d’ Europa. Firme d’autore di Morata, ex senza timori e lontano da atteggiamenti di rivalsa, e Tevez, immenso anche questa sera.

I ‘blancos’ devono sperare che l’immancabile gol di Ronaldo sia sufficiente, il 13 maggio a Madrid, dove ci sarà da soffrire, per tutti. La Juve ha meritato per il successo per la grinta e la caparbietà, la voglia di essere protagonista sulla scena europea, compatta ed abile a sfruttare ripartenze e contropiede. Meno audace del previsto, con Pereyra in panchina ed al suo posto con un 4-3-1-2 che è diventato 4-4-2.

Ma non si può dire che i bianconeri non siano stati coraggiosi. Anche un po’ fortunati: sull’1-1 James ha colpito la traversa forse sulla migliore azione del Real ed il gol del 2-1 è nato da un rimpallo. Ma la Juve di questa sera è più che degna di giocare la finale. La Juve ci crede, i tifosi ci sperano. Ed hanno chiesto la finale ai giocatori sbucati dagli spogliatoi: “Regalaci un sogno, portaci a Berlino”, messaggio d’amore alla squadra, sovrastato da un tentativo poetico: “Luminosa è la Real-tà, tortuoso è il cammino”.

I bianconeri mettono hanno messo subito paura al Real, sapendo che l’inizio era fondamentale: sul cronometro segnava 55″ quando Tevez, smarcato da Marchisio, è stato anticipato di un soffio e con decisione. Un brivido provocato da Casillas, tardivo ed impreciso in un rinvio che avrebbe avuto tutto il tempo di fare meglio.

C’è stato subito un cartellino giallo per Bonucci dall’arbitro inglese Atkinson non sempre equanime, per avere fermato con le cattive maniere Bale, lanciato da uno sbaglio di Pirlo. La Juve è passata in vantaggio con Morata, l’ex che il Real potrebbe ricomprare, ma solo nell’estate 2016, sborsando una carretta di milioni: la difesa del Real ha lasciato libertà enorme a Tevez: sul rasoterra dell’Apache, Casillas si è disteso riuscendi solo a deviare, non tanto per mettere fuori gioco il numero 9 bianconero: tap-in e ‘Stadium’ in delirio. E Morata, secondo consuetudine di quasi tutti gli ex, non ha esultato.

La Juve ha continuato senza alcun timore, sfruttando gli errori di Marcelo e le palle perse di Ramos, ma il Real ha cominciato a carburare ed ha pareggiato pareggia con un colpo di fronte di Ronaldo, perso di vista da tutti i bianconeri sul cross di Rodriguez. Un destro di Marchisio ha spaventato Casillas (34′) ma un’azione Real ha gelato il pubblico juventino: perfetto cross di Isco, si è avventato James Rodriguez, traversa piena. Pericolo scampato.

Nella ripresa la squadra di Ancelotti ci ha riprovato, ma all’11’ dopo un paio di rimpalli, è scattato il contropiede di Tevez: 50 metri di galoppata, fallo in area di Carvajal nell’inutile tentativo di fermarlo. E Carlitos non è uno a cui tremino le gambe: gol a Casillas, Juve di nuovo avanti. Nessuno si è accontentato del risultato, Juve e Real hanno attaccato fino al 93′: tanti brividi in area bianconera, non pochi per Casillas. Le ultime chances sono state bianconere: contropiede di Llorente, Casillas dribblato, ma Carvajal ci ha messo una pezza. E poi sulla punizione di Pirlo il colpo di testa di Llorente, troppo debole, è finito tra le mani di Casillas. Il 2-1, in fondo, è il risultato più giusto.

(di Renato Botto/ANSA)

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