Cameron “paladino” del centrodestra, ma divide la sinistra

Pubblicato il 08 maggio 2015 da redazione

Britain's Prime Minister David Cameron and his wife Samantha return to 10 Downing Street in London

ROMA.- Fa discutere i partiti italiani l’esito delle elezioni in Gran Bretagna. Il centrodestra sembra trovare il proprio riscatto nella vittoria di David Cameron, additato da tutti i partiti e correnti come modello anche per l’Italia. La sconfitta di Ed Miliband e del suo Labour riaccende invece nel centrosinistra la querelle tra fautori della vocazione maggioritaria e quelli di una sinistra identitaria.

Mentre Renzi si prende la rivincita per le polemiche sull’Italicum, dopo che Cameron ha ottenuto la maggioranza assoluta con il 36% dei voti. “E’ normale una legge in cui la sera si sa chi ha vinto – ha detto il premier – Le elezioni in Gb dicono questo: uno ha vinto e gli altri hanno detto ‘esperienza bellissima, ma vado a casa’”. Concetti riecheggiati anche da Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello e, Maurizio Lupi. E “in Inghilterra nessuno parla di ‘un uomo solo al comando'” ironizza Giorgio Tonini.

Ma a parte l’Italicum, Renzi riporta la sconfitta di Miliband al dibattito italiano: “Quando la sinistra sceglie di non giocare il profilo riformista ma la carta estremista può vincere i congressi ma perde le elezioni”. E anche per la capogruppo del Pd a Strasburgo, Patrizia Toia, da Londra arriva “una lezione per il mondo progressista” europeo: “la strada del rinnovamento e’ infatti l’unica percorribile e praticabile dalla sinistra europea se non vuole essere sconfitta dai conservatori”.

“La sinistra – dice Tonini – se si arrocca nelle roccaforti tradizionali, perde, perche’ e’ minoritaria”. Contesta questa lettura Corradino Mineo, della minoranza Pd: “questa impostazione funzionava quando si vinceva al centro. Oggi si vince non rubando il 2% alla destra, ma recuperando il 7-8% dal non voto, e questo lo fai con un’ identità forte”.

La vittoria di Cameron non solo sui Laburisti, ma anche sulla destra populista dell’Ukip, viene sottolineata da tutti gli esponenti dell’Ncd, come Maurizio Sacconi, Quagliariello e Lupi: “Nella grande crisi – dice Sacconi – una quota maggioritaria degli elettori si affida alla rappresentanza politica liberale e conservatrice, contrapposta ai populisti e alla sinistra”. Insomma anche in Italia un centrodestra sarà vincente se alternativo a Renzi ma anche alla Lega.

Un po’ tutti gli esponenti di Forza Italia, a prescindere dalle correnti, sottolineano che per imitare Cameron occorre “unire i moderati” (Mariastella Gelmini). “Uniti si vince” sintetizza Renato Brunetta, che però non indica come anche gli altri “azzurri” se tra i “moderati” da unire ci debba essere la Lega di Salvini. In ogni caso serve “un progetto vero, serio e chiaro con un’identita’ forte”, dice Nunzia De Girolamo (Ncd), mentre Cinzia Bonfrisco, “fittiana” di Fi, parla di “idee chiare”, e Laura Ravetto sottolinea che la “proposta vince sulla protesta”. Ma Raffaele Fitto e Daniele Capezzone introducono un elemento di distinguo, evidenziando l’atteggiamento di Cameron davanti all’Ue, critico rispetto al Ppe a cui Fi aderisce.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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