Mattarella, in 100 giorni ha cambiato lo stile del Quirinale

Mattarella rientra a Roma su un volo di linea Alitalia

ROMA. – La giovanile del Napoli imbarcata sul volo Alitalia Roma-Palermo del 14 febbraio aveva capito che c’era un personaggio importante a bordo, ma i più stentavano a riconoscerlo. Gli addetti Alitalia hanno cercato di evitargli almeno la fila nel finger, ma il presidente della Repubblica non ha ascoltato nessuno e ha pazientemente atteso il suo turno vigilato da una scorta discreta. Foto, strette di mano con gli altri passeggeri e poi via a Palermo, a casa sua, dove tornerà spesso ma senza usare i voli di Stato.

E’ lo stile di Sergio Mattarella che allo scoccare dei 100 giorni al Colle sembra piacere alla gente. E molto, visto l’altissimo gradimento personale che gli assegnano i sondaggi. Aveva detto sin dal suo discorso al Parlamento che bisognava riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Ma come farlo? Con gesti concreti: come decidere immediatamente di aprire il Quirinale ai cittadini. Con cautela ma il più possibile. E prima dell’estate il Palazzo che fu dei Papi sarà in gran parte visitabile. Un’apposita commissione, voluta dal presidente, sta studiando la fattibilità di un’operazione complessa che deve armonizzare la scelta quasi museale con le dovute garanzie di sicurezza.

Gesti simbolici, poi. Come visitare le Fosse Ardeatine ancora prima di entrare al Quirinale. Gesto di grande attenzione alle radici dell’Italia nata dalla Resistenza, di un presidente cattolico che garantisce – come lui stesso ha assicurato – la laicità della Repubblica e l’attenzione a tutte le confessioni religiose.

Anche dall’eloquio di Mattarella si può misurare la voglia di semplicità del presidente, il suo desiderio di non perdere il contatto con la realtà. Ecco le sue primissime parole pubbliche non appena eletto: “Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E’ sufficiente questo”. Non c’è bisogna di altro, disse in un’altra occasione parlando con i giornalisti quasi a voler chiudere subito il discorso per non smarrirne il senso. Mattarella è infatti gentile ma incute un certo rispetto. E’ certamente lontano dalla sanguigna schiettezza di un Sandro Pertini, e sembra aver deciso di comunicare più con gli atti che con il verbo.

La sua rinomata riservatezza si è manifestata con gentile ironia anche nei confronti del cronista che durante il primo volo Alitalia ha provato ad avvicinarlo: “La ringrazio per la sua riservatezza”, si è schermito lasciando capire che non avrebbe detto una parola in più. Le sue richieste sono semplici e dirette. Lasciare aperti i luoghi pubblici, come i musei, quando il presidente è in visita.

Scegliere il treno quando è possibile. Limitare quindi l’uso dei voli di Stato alle occasioni ufficiali. Che peraltro non mancano. In questi primi 100 giorni al Colle il primo presidente siciliano della storia della Repubblica sta studiando e molto. La macchina del Quirinale è complessa, lavora a 360 gradi e necessita anche di una rappresentanza istituzionale corposa.

Visite di capi di Stato in Italia, colloqui politici, incontri con le categorie e appuntamenti istituzionali a non finire. In tutto questo Mattarella ha scelto di concentrasi molto sull’Europa che sta visitando da cima a fondo. Per conoscere e farsi conoscere, per spingere quel suo europeismo rafforzato che tanto piace al premier Matteo Renzi. L’integrazione europea a tutti i costi, ma con tanta solidarietà, grande attenzione alla crescita e doverosa consapevolezza del dramma comune dell’immigrazione.

(Di Fabrizio FinziçANSA)

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