Giro d’Italia: Matthews è il re, vittoria con dedica a Pozzovivo

Tour of Italy: 3rd stage; Rapallo-Sestri Levante
SESTRI LEVANTE (GENOVA). – Una vittoria e una dedica. Michael Matthews legittima la maglia rosa, indossata a Genova, con uno sprint regale e poi rivolge un pensiero a Domenico Pozzovivo, uomo di punta dell’Ag2r La mondiale, che ha visto la morte con gli occhi nell’ultima discesa della giornata, cadendo pesantemente sull’asfalto al chilometro 96 della 3/a tappa, nella discesa di Barbagelata, dopo il Passo della Scoglina.

Lo scalatore lucano se l’è ‘cavata’ con un trauma cranico-facciale e l’addio al 98/o Giro d’Italia. Ma poteva finirgli peggio. Molto peggio. Esanime sull’asfalto ha fatto temere non solo per la sua salute, ma addirittura per la sua vita. Il padre Leonardo ha confessato in diretta tv di avere vissuto attimi di terrore, come tutta la sua famiglia e la carovana del Giro: tifosi, addetti ai lavori, organizzatori. Con il passare dei minuti sono arrivate notizie sempre più confortanti e allora il ciclismo è tornato protagonista, con la la volata prepotente di Matthews, in rimonta su un Felline che, per alcuni metri, ha pure accarezzato il sogno di conquistare la tappa, conclusa sul viale Mazzini, in una luminosissima Sestri Levante.

Matthews ha tagliato il traguardo a braccia a alzate, poi si è portato le mani sul petto, quasi a voler dire: “Sono io il numero uno”. E, mentre Matthews festeggiava, Pozzovivo veniva trasportato in elicottero in un ospedale a Genova. Gioia e dramma (scampato) in una manciata di chilometri. L’australiano, che ieri aveva indossato la maglia di leader a distanza di un anno, oggi può sentirsi davvero soddisfatto, perché ha imposto la legge del più forte, in una volata non facile, dopo che il gruppo si è ricompattato, neutralizzando una fuga lunga e spericolata, fra i saliscendi del Colle Caprile, della Torriglia, di Montebruno e Barbagelata.

In una tappa ricca di insidie e di possibili trappole, la corsa l’ha fatta spesso e volentieri la Tinkoff-Saxo di Alberto Contador, che si è confermata squadra da battere e che, quando la Greenedge tornerà nei ranghi causa asperità particolarmente dure, potrà gestire la corsa come meglio crede. Chi, se il vento non cambierà, può insidiare la corazzata russa del ‘Pistolero’ e di zar Oleg? Difficile prevederlo. Alberto sembra in una botte di ferro e già nella tappa dell’Abetone – sebbene la salita del Pistoiese non sia particolarmente proibitiva – può prendersi qualche bella soddisfazione, magari chissà, pure la maglia rosa.

Contador è sempre a 17″ da Matthews e può far leva su tre scudieri del calibro di Roman Kreuziger, Ivan Basso e Michael Rodgers. Gente che, quando la strada comincia a salire, può anche esaltarsi. Gli australiani, intanto, occupano i posti più importanti della classifica e, con Gerrans prima, quindi con Matthews – all’ottavo giorno in rosa (fra i sei dell’anno scorso e i due di quest’anno) – ormai alla maglia di leader ci hanno preso gusto. Come dar loto torto?

(dell’inviato Adolfo Fantaccini/ANSA)