Prove di disgelo tra Usa e Russia, Kerry vola a Sochi da Putin

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NEW YORK. – Prove di disgelo tra Washington e Mosca? Presto per dirlo. Fatto sta che il segretario di Stato americano, John Kerry, per la prima volta in due anni vola in Russia. E non solo per incontrare il suo omologo Sergei Lavrov. Sulle rive del Mar Nero, a Sochi, avrà un faccia a faccia col presidente Vladimir Putin. Da quando a causa della crisi in Ucraina il termometro dei rapporti tra Casa Bianca e Cremlino è tornato a segnare temperature da Guerra Fredda, l’incontro di Sochi è certamente il tentativo più importante di riavvicinamento tra l’amministrazione Obama e quella dello ‘zar’ russo.

L’obiettivo è innanzitutto quello di rafforzare quegli ambiti di cooperazione rimasti in piedi nonostante il braccio di ferro e le sanzioni a Mosca. Ma non si esclude la possibilità di riallacciare un dialogo più ad ampio raggio. Anche se già volano le critiche verso il presidente americano per quello che i suoi avversari politici definiscono “un messaggio contraddittorio” inviato a Putin, a poche settimane dalla nuova denuncia degli Usa che accusano Mosca di continuare a violare gli accordi di Minsk sull’Ucraina. Ma lo stesso Putin, che nelle scorse ore ha ricevuto a Mosca la cancelliera tedesca Angela Merkel, avrebbe lanciato chiari segnali nella speranza di un graduale ritorno a normali relazioni con l’Occidente.

Al centro dei colloqui tra Kerry e Putin, comunque, ci saranno innanzitutto quelle questioni che rappresentano una forte preoccupazione per entrambe le parti: dal problema dei ‘foreign fighter’ dell’Isis, che una volta rientrati in patria minacciano la sicurezza nazionale in Russia come negli Stati Uniti, al caso della Siria, col regime di Assad sempre più in difficoltà di fronte all’avanzata dei jihadisti. Ma c’è anche il capitolo Iran, con gli Usa che continuano a cercare in Mosca una sponda sicura.

L’obiettivo su tali questioni è quello di lavorare a strategie comuni nel quadro dell’azione della comunità internazionale, quella stessa comunità che ha isolato Mosca con dure sanzioni politiche ed economiche. Difficili, invece, passi in avanti sul fronte della crisi ucraina. Gli americani continuano a pensare che Mosca si stia attrezzando per una nuova offensiva nell’appoggio alle milizie filorusse, in violazione degli accordi di Minsk. Anche per questo l’amministrazione Obama ha snobbato le grandi celebrazioni svoltesi a Mosca per il settantesimo anniversario delle liberazione dai nazisti.

Per il Dipartimento di Stato Usa, però, l’incontro Kerry-Putin “è parte dei nostri continui sforzi per mantenere una linea di dialogo diretta con le autorità russe e per assicurare che il punto di vista americano su vari dossier sia chiaro”. A Mosca si spera invece che la visita di Kerry – come ha affermato Lavrov – “normalizzi le relazioni bilaterali tra i i due Paesi da cui dipende gran parte della stabilità globale”.

La permanenza di Kerry a Sochi durerà poche ore, col segretario di Stato americano che dopo l’incontro con Putin volerà in Turchia per il summit dei ministri degli Esteri della Nato. E già entro mercoledì Kerry sarà di ritorno a Washington, pronto per partecipare al vertice con gli Stati del Golfo in programma a Camp David.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

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