Champions: Morata incubo Real, la Juventus vola a Berlino

Juventus' Alvaro Morata, second from right, scores during the Champions League second leg semifinal soccer match between Real Madrid and Juventus,

MADRID. – Il sogno bianconero è realtà: 12 anni dopo Manchester e la sfida tutta italiana persa ai rigori contro il Milan, la Juve va in finale di Champions. La conquista facendo cadere lo scettro, in casa loro, ai campioni d’Europa, gli ex ormai galacticos del Real. Il colpo mortale lo dà proprio l’ex Morata: una rete storica una “pesadilla”, come si dice incubo in spagnolo perchè Alvaro aveva già fatto un gol anche all’andata. Ma il migliore in campo, uomo ovunque, a recuperare mille palloni, a impostare, a far tutto è Vidal, tornato a brillare nella serata in cui Pogba fa invece il gregario.

Dopo 95′ di battaglia, esattamente i minuti che ricorda sempre Massimiliano Allegri, nel forno del ‘Santiago Bernabeu’ dove la gente applaude sempre gli avversari (oggi è successo con Pirlo quando è uscito), finisce 1-1, il pareggio che sarà ricordato come una vittoria dai bianconeri che volano a Berlino, decisi a spaventare anche Messi, Neymar e Suarez, dopo aver fatto piangere Ronaldo, Benzema e Bale. Finisce con la gioia dei bianconeri in mezzo al campo, mille abbracci, Allegri felice e commosso, come il presidente Andrea Agnelli e il consigliere Pavel Nedved, e poi vicino alla curva dei 4.200 tifosi venuti dall’Italia che intonano l’inno di Mameli, come era successo nella festa Mundial del 1982.

Partita sofferta, cercando di sporcare i tiri del Real, serrando le fila tra centrocampo e difesa, per fare inceppare la macchina da gol del Real. I Blancos devono battersi il petto, e questa sera hanno avuto visto in campo l’ombra di Ronaldo, Rodriguez e Isco, ma devono – e lo fanno – riconoscere i meriti di un caldo infernale, a Madrid, 35 gradi e afa, come fosse metà luglio e la serata di una finale dei Mondiali. Il ‘Bernabeu’ è vestito a vesta per una serata di gala calcistico, preceduto dall’abbraccio tra i due allenatori. Le formazioni ufficiali tolgono gli ultimi piccoli dubbi: Ancelotti dà fiducia a Benzema, “che – aveva indicato alla vigilia – fa giocare di più la squadra’, Allegri a Pogba, sperando che il giovane francese torni ad incantare dopo la lunga sosta per infortunio.

Ma che sia un Real completamente diverso dall’andata a Torino lo si capisce in pochissimi minuti: già dopo 36” va al tiro, cross di Marcelo, colpo di testa alto di Bale. Replica Benzema, che si gira in area, saltando Bonucci ma tira alle stelle. La Juve non si fa schiacciare ma, come era prevedibile, soffre. Tevez strappa un pallone dai piedi di Rodriguez e serve Vidal: rasoterra, ma Casillas, nelle ultime settimane criticato da una parte della tifoseria madridista, si distende e devia. Poi però è solo Real o quasi: Buffon salva su un gran tiro di Bale, un prologo al vantaggio dei Blancos: Rodriguez si incunea in area fra 3 bianconeri, la spinta di Chiellini è da rigore, che con freddezza ‘Cr7’ trasforma.

Il Real confeziona palle-gol in serie, sfrecciando in contropiede: su uno salva in acrobazia Vidal. Buffon si arrabbia per i falli – a suo dire – non fischiati dall’arbitro a centrocampo sulle ripartenze del Real e gli urla in faccia un ‘Basta’ in mondovisione. Il Real vorrebbe un secondo rigore (44′), ma il tuffo di Rodriguez è troppo plateale per non essere punito con il cartellino giallo per simulazione. Un destro di Marchisio dal limite fa gridare al gol i tifosi bianconeri, 4.200 che si fanno sentire anche al ‘Bernabeu’, poco dopo un sinistro sporco di Marcelo provoca la stessa reazione tra i 76 mila madridisti. Niente a che vedere con lo spavento che il difensore brasiliano fa prendere con passaggio all’indietro, ma sull’azione Morata è fermato in fuorigioco.

L’ex Real dovrà aspettare poco per far piangere i suoi compagni dell’anno scorso: è lui a risolvere una mischia con un tiro sporco che rimbalza e supera Casillas. Bale e Rodriguez sfiorano il pareggio. Tocca poi a Marchisio fallire il colpo del ko in contropiede. Il Real comincia ad avere paura di non farcela, la Juve è stanca, qualcuno ha i crampi, Pirlo non ce la fa più deve uscire. Ma i bianconeri resistono. Non solo: sciupano anche due belle azioni in contropiede. Poi al Bernabeu è solo festa Juve.

(dell’inviato Renato Botto/ANSA)

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