Immigrazione: cinquecentomila pronti a partire dalla Libia

Some 545 migrants arrive in Salerno
ROMA. – Sulle coste libiche potrebbero esserci oltre mezzo milione di persone pronte a partire per l’Europa. La stima la fornisce Bernardino Leon, capo della missione Onu in Libia. E proprio il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è chiamato nei prossimi giorni a pronunciarsi su una risoluzione che autorizzi l’intervento anti-scafisti contenuto nell’Agenda europea sull’immigrazione presentata ieri. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha spiegato che l’ Italia “è pronta ad assumere la leadership di un piano militare energico contro i trafficanti di uomini”.

Intanto, dopo una breve pausa, sono riprese le partenze: circa 1.500 persone sono state soccorse su imbarcazioni nel Canale di Sicilia. Leon sostiene che la priorità di un intervento della comunità internazionale devono essere “rafforzare la capacità di salvare le persone in mare e cercare di instaurare una cooperazione con le città sulla costa. In molte di queste città c’è la polizia, ci sono le autorità giudiziarie. Quindi – sottolinea – è possibile che queste autorità possano arrestare i trafficanti. Noi possiamo aiutarle e possiamo farlo a partire da ora”. Alfano, da parte sua, spinge per “un’operazione di polizia internazionale. Si tratta di azioni mirate, in un quadro di legalità, come è stato fatto in Somalia contro i pirati”.

Sul tema interviene anche il sindaco di Tripoli, Mahdi al Harati, che parla di “un piano dei sindaci libici per la cooperazione” con l’Europa “contro l’emigrazione clandestina: abbiamo individuato tutti i punti della costa in cui partono i barconi. Ora abbiamo bisogno di supporto morale e materiale dell’Europa e del mondo per risolvere il più presto possibile il problema”” Sul fronte della cronaca si registra una ripresa degli sbarchi, con diverse operazioni di soccorso che hanno coinvolto unità di Marina Militare, Guardia costiera e Guardia di finanza a ridosso delle coste libiche.

E dalla Francia arriva la notizia di un boom di fermi di migranti al confine con l’Italia, tra la frontiera e la stazione ferroviaria di Nizza. Si tratta di diverse centinaia di persone che hanno tentato di entrare in territorio francese dall’Italia. In proposito, da vari Paesi europei sono arrivate al Viminale richieste di riprendersi complessivamente 29 mila profughi sbarcati sulle coste italiane e poi fermati all’estero.

E’ il Regolamento di Dublino che impone al Paese di primo approdo l’ospitalità del richiedente asilo. Se quest’ultimo viene poi fermato ed identificato in un altro Paese europeo ed emerge che il suo primo approdo in Europa è stato un porto italiano, lo stesso Paese fa richiesta all’ Italia di riprendersi il migrante. E’ ciò che è avvenuto in migliaia di casi nell’ultimo anno e mezzo, quando degli oltre 200mila stranieri sbarcati in Italia, solo una parte vi è poi rimasta, mentre gli altri hanno raggiunto diverse mete del Continente.

Per quanto riguarda la politica, il capo dello Stato Sergio Mattarella, rileva che l’Unione europea “non può non essere all’altezza della sua storia e dei suoi valori e di fronte a questi fenomeni migratori ha una responsabilità storica. Dovremmo avere un’Europa accogliente, per salvare vite umane e anche, per evitare dimensioni ingovernabili di flussi, dobbiamo aiutare quei Paesi”.

La presidente della Camera Laura Boldrini definisce la quota di 20mila richiedenti asilo da accogliere in base al piano della Commissione europea una cifra “molto bassa, soprattutto se si pensa che in tutto il mondo i rifugiati sono 50 milioni che l’85% di essi è ospitato dai Paesi del sud del mondo”.

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