Immigrazione: ancora sbarchi, oltre mille persone

Migranti a bordo della Fregata Espero

PALERMO. – Mentre a Roma, a Bruxelles e all’Onu si lavora per tentare di governare i flussi migratori dal Nordafrica attraverso il Mediterraneo, i soccorsi in mare dei migranti proseguono senza sosta. Più di mille persone sono sbarcate in Italia, la quota più consistente nel porto di Reggio Calabria dove la nave Espero della Marina militare ha sbarcato 617 migranti, tra i quali 191 minori, tutti sub-sahariani.

Tra loro ci sarebbero una cinquantina di casi di scabbia, mentre un somalo, sospettato di avere la malaria, è stato ricoverato negli Ospedali riuniti di Reggio per accertamenti. In 520 poi sono stati trasferiti in Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche e Toscana. Altri 405 profughi, salvati dal mercantile Phoenix, sono approdati a Messina, a Pozzallo (Ragusa) la nave Foscari ha sbarcato 98 africani, mentre 32 siriani sono stati rintracciati dalla polizia a San Cataldo, marina di Lecce, mentre risalivano lungo la strada provinciale. Ad Augusta, invece, sono stati fermati due presunti scafisti nell’ambito delle indagini sullo sbarco di 584 migranti avvenuto ieri: Bilal Abdel Sattar, 25 anni, e Mohamed Ali Chouchane, 23 anni, entrambi tunisini e indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Intanto dalle indagini sullo sbarco avvenuto a Pozzallo è emerso che l’organizzazione di trafficanti di esseri umani che opera in Libia aveva imposto ai 294 migranti soccorsi dal pattugliatore della Marina militare tedesca ‘Hessen’, di raccontare che avevano fatto naufragio e che l’equipaggio era morto annegato. La ricostruzione fornita dai testimoni alla polizia non era apparsa credibile, e dopo un paio di ore è venuta fuori la verità. Subito dopo il recupero degli extracomunitari nel Canale di Sicilia era stato lanciato l’allarme di un naufragio con 50 morti.

Davanti agli investigatori i migranti hanno poi ammesso di aver mentito. “Abbiamo inventato tutto. C’era stato detto – hanno affermato – di dire così perché non avreste arrestato gli scafisti. Nessuno di noi è caduto in acqua, siamo tutti sani e salvi grazie al vostro aiuto. Scusateci”. Ed hanno collaborato portando all’individuazione dei tre eritrei. I fermati, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sono Tedros Nugusa, di 32 anni, e Moussa Ahmed, di 25; il denunciato, per lo stesso reato, è un 17enne, anch’egli eritreo.

È la prima volta che le indagini portano al fermo di due persone che hanno operato prevalentemente in Libia. Gli investigatori hanno accertato la presenza di una organizzazione mista, fatta di libici ed eritrei. “Questi due – hanno riferito testimoni – erano quelli che appena ci alzavamo all’interno del capannone, anche solo per andare in bagno, ci picchiavano con dei grossi bastoni ed erano armati di pistole, dovevano vigilare affinché nessuno allontanasse attirando controlli sul capannone”. Il presunto scafista è stato trovato in possesso di 1.700 dollari.