Allarme Mattarella, l’Ue ha il dovere di farsi carico delle “quote immigrati”

Pubblicato il 18 maggio 2015 da redazione

Personnel of the ship P03 "Denaro" of Italian Guardia di Finanza during the transhipment operations of hundreds of migrants

TUNISI. – L’unione europea ha di fronte a se una “nuova missione storica”: ha “il dovere di farsi carico dei flussi” e prendere atto del dramma che si sta consumando nel Mediterraneo. Nel giorno in cui Bruxelles vara il blocco navale ma si tira indietro sull’accoglienza dei profughi Sergio Mattarella lancia un monito all’Europa ricordando che l’egoismo nazionale sarebbe un grave errore per il futuro dell’Unione stessa.

La Ue deve “farsi carico collettivamente, con senso di responsabilità, spirito di solidarietà e disponibilità all’accoglienza” della disastrosa situazione del Mediterraneo, ha scandito nell’aula del Parlamento tunisino riunito in seduta straordinaria per ascoltare il nuovo presidente della Repubblica Italiano. Si tratta della prima visita di Mattarella in un Paese al di fuori dell’Unione europea e non è certo un caso se il Quirinale ha scelto proprio la moderata Tunisia per lanciare un segnale forte al piccolo Paese arabo di ancoraggio ai valori della democrazia e della tolleranza religiosa.

Una visita importante a quasi due mesi dalla strage del museo Bardo che il capo dello Stato ha voluto visitare deponendo una corona sulla stele che ricorda le 22 vittime della strage delle quali quattro erano italiane. Il presidente ha garantito il massimo sostegno alla giovane democrazia tunisina assicurando che l’Italia è pronta ad avere “un ruolo di leadership” nell’area, a partire dal controllo dell’immigrazione. Mattarella non ha nascosto che la situazione libica sia particolarmente preoccupante”. La sua “crescente instabilità, oltre a provocare gravi sofferenze a quel popolo e a favorire il terrorismo, ha conseguenze drammatiche anche sull’aumento dei flussi migratori nel Mediterraneo”, ha spiegato. Un pericolo che non si limita ai flussi ma che riguarda la sicurezza stessa dell’Europa e dell’Occidente. Infatti ha confermato che l’Isis avanza pericolosamente e “si nutre di una narrativa fanatica e oscurantista”. Ma soprattutto ormai “dalla Siria e dall’Iraq, sta adesso cercando di diffondere il proprio marchio di morte e distruzione anche in altre aree del Mediterraneo e del Medio-Oriente a cominciare dallo Yemen e dalla Libia”.

Ecco perchè l’Unione europea non può girare la testa solo verso l’est dei suoi confini permettendo che il Mediterraneo si trasformi “in un cimitero dei profughi e delle loro speranze”. Certo, la soluzione non può essere militare, ha ripetuto il presidente. Così come le radici del terrorismo vanno affrontate con freddezza e razionalità: “siamo di fronte ad una sfida insidiosa e multiforme, che dobbiamo fronteggiare senza rinunciare ai nostri valori e senza cedere alla falsa retorica dello “scontro di civiltà” tra Occidente e Islam”, ha detto nel passaggio più applaudito dal Parlamento tunisino.

Un discorso di tolleranza e valori che Mattarella ha distribuito tra Tunisi e Bruxelles dove qualche passo avanti viene fatto ma riaffiorano antiche resistenze. Che il presidente giudica dannose per il cammino stesso dell’integrazione europea. “Noi europei dobbiamo renderci conto che, nella disperazione di migliaia di persone, che fuggono guerre, persecuzioni o povertà, e nell’imperativo morale di salvare prima di tutto le loro vite umane, sono in gioco i valori stessi, di pace e di libertà, su cui si fonda l’Unione Europea”.

“Ciò di cui abbiamo bisogno per sconfiggere l’estremismo è un “patto di civiltà”, una forte cooperazione nazionale e internazionale in grado di contrastare la radicalizzazione delle generazioni più giovani e vulnerabili, offrendo loro un futuro di integrazione e di opportunità”, ha detto ai parlamentari tunisini. Anche per difendere questi ideali l’Italia “resterà al fianco della Tunisia nel coraggioso percorso di crescita civile e istituzionale che ha intrapreso”. E certamente il governo italiano non può trascurare un alleato importantissimo in un’area strategica come quella del sud del Mediterraneo.

(Dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)

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