Cile: i socialisti si affidano alla figlia di Allende

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SANTIAGO DEL CILE. – Il socialismo di Santiago si affida ancora una volta ad un Allende: Isabel, terza figlia del presidente Salvador Allende, é stata eletta presidente del ‘partido socialista’ (Ps) cileno. Senatrice, 70 anni, Isabel – omonima e cugina di secondo grado della nota scrittrice – è la prima donna a guidare il Ps nella lunga storia del partito, fondato 82 anni fa. E’ stata anche la prima ‘mujer’ del Cile a guidare, fino a qualche mese fa, il senato, e una decina d’anni fa è stata presidente della camera dei deputati.

L’11 settembre del 1973, giorno del golpe di Pinochet contro il governo dell’Unidad Popular di Allende, Isabel rimase per qualche ora insieme alla sorella Beatriz accanto al padre alla ‘Moneda’. Poco prima di togliersi la vita e del bombardamento della ‘Moneda’, Allende obbligò le figlie a lasciare il palazzo.

“Grazie ai militanti che mi hanno eletto ‘presidenta’ di tutte e tutti i socialisti del Cile”, ha dichiarato la Allende, che nella primarie del partito è riuscita a battere un esponente storico del Ps, Camilo Escalona. La Allende è grande amica della presidente Michelle Bachelet, anch’essa del Ps, che si trova in un momento critico su più fronti, in particolare per uno scandalo nel quale è coinvolto il figlio e la moglie di quest’ultimo, e che affronta un crollo record di popolarità nel paese. “So che c’è sfiducia nei confronti delle autorità, scetticismo nelle istituzioni e che i partiti sono impopolari”, ha sottolineato Isabel Allende, precisando che “la strada giusta non è però quella di andare a casa. L’unica scelta che abbiamo è dare dignità alla politica”.

Secondo un sondaggio diffuso di recente, Isabel Allende è il politico più popolare del paese, fatto per il quale, precisano gli analisti di Santiago, la nuova leader socialista è in un’ottima posizione in vista delle prossime elezioni presidenziali nel paese, in programma nel 2017. Ma ai giornalisti che le facevano domande al riguardo, Allende ha tagliato corto precisando che si tratta di quesiti non appropriati, considerata la delicata fase politica del governo Bachelet.

(di Martino Rigacci) (ANSA)