Immigrazione: le rotte e gli affari del traffico

Pubblicato il 20 maggio 2015 da redazione

Immigrazione: a Reggio Calabria giunte navi con migranti

ROMA. – I conti in tasca ai trafficanti di esseri umani: li ha fatti la Guardia di Finanza, che ha esaminato tutte le rotte dei migranti, vagliato le loro testimonianze e accertato che i prezzi delle varie tratte variano da un minimo di 600 dollari fino a 6.000 euro, a seconda della provenienza. Un business milionario per le organizzazioni criminali. Di tutto questo, e degli strumenti di contrasto, ha parlato oggi davanti al Comitato Schengen il comandante generale delle Fiamme Gialle, Saverio Capolupo. Ma ecco rotte e costi.

CORNO D’AFRICA – I migranti provenienti dal Corno d’Africa, ha detto il generale Capolupo, “viaggiano per circa 4 mesi a bordo di camion fuoristrada attraverso il Sudan e il Ciad per poi giungere in Libia”. Da qui navigano su imbarcazioni di legno, tra i 10 e i 25 metri, fino ad essere intercettati o raggiungere le coste della Sicilia. In questo caso, secondo le testimonianze degli stessi migranti, “il prezzo del viaggio oscilla tra i 600 e i 1.500 dollari Usa”.

MEDIO ORIENTE – I migranti provenienti dal Medio Oriente, “favoriti da organizzazioni criminali egiziane, libiche e turche”, usano diversi modus operandi per raggiungere l’Italia. “Via terra, mare e aria” attraversano Libano, Giordania ed Egitto e arrivano in Libia, dove si imbarcano nella zona di Zuwarah. Alternativamente, attraverso Libano o Giordania, raggiungono l’Egitto e qui si imbarcano su natanti condotti da egiziani, che spesso trasportano anche altri egiziani migranti, e si dirigono verso la Sicilia, la Calabria e, talvolta, la Puglia. Infine, si imbarcano dalla Turchia per raggiungere le coste italiane, anche attraversando via terra la Grecia e utilizzando imbarcazioni che possono essere “di dimensioni rilevanti”. Per queste tratte vengono chieste a ciascuno “somme variabili tra i 1.500 e i 6.000 euro”.

SIRIA – I siriani in fuga dal loro Paese “scelgono il percorso turco, piuttosto che la rotta libica”, ha detto il generale Capolupo. Il principale ‘hub’ di partenza dei migranti in questo caso è la città portuale di Mersin, o le località di Ayas e Iskendur. I trafficanti usano diversi tipi di imbarcazioni che raggiungono navi più grandi posizionate tra le coste della Turchia e della Siria. “L’intero viaggio in mare dura circa 6 giorni al prezzo di 6.000 dollari statunitensi per un adulto e di 3.000 per ogni bambino”.

I PORTI ITALIANI – A questi fenomeni, ha spiegato il comandante generale della Gdf, “si aggiunge il flusso migratorio che attraversa i confini europei mediante l’ingresso nei porti nazionali. Gli scali principalmente interessati sono quelli di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi a causa dei collegamenti diretti con la Grecia, l’Albania e la Turchia. I migranti in genere si nascondo all’interno di autocarri e rimorchi che giungono con i traghetti di linea”. Nel 2014 le Fiamme gialle hanno individuato 308 persone che si sono introdotte nel territorio nazionale in questo modo e arrestato 16 trafficanti.

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