Regionali: in Campania la sfida tra Renzi e Berlusconi

Pubblicato il 22 maggio 2015 da redazione

COMBO RENZI-DE LUCA E BERLUSCONI CALDORO

ROMA. – Si gioca in Campania la sfida più aspra della campagna elettorale per le Regionali con Matteo Renzi e Silvio Berlusconi che scendono in campo come super-supporter dei rispettivi candidati. E se il premier spinge senza tentennamenti la candidatura di Vincenzo De Luca, ‘sindaco della Campania’, facendo leva sull’attivismo decisionista del sindaco di Salerno e mettendo da parte la polemica sugli ‘impresentabili’, il Cavaliere si gioca la carta Stefano Caldoro: “lo conosco da molti anni. E’ un galantuomo”. Tanto basta.

“I campani sono intelligenti: Caldoro vincerà” assicura Berlusconi che mobilita i suoi contro una campagna che il Pd intende portare avanti ventre a terra. “I prossimi dieci giorni saranno di impegno totale da parte del Pd perché vinca De Luca” promette infatti Renzi e De Luca lo ringrazia, “per il coraggio che solo un vero leader ha, di aver fatto fare le primarie in Campania e di aver fatto rispettare il voto. Non ci sono altri leader in grado di un compiere una scelta del genere”. Berlusconi, invece, ne approfitta per ‘sfrondare’ la competizione nel centrodestra.

Attacca in un sol colpo Salvini e Fitto. Per la scelta del leader dei moderati “non servono le primarie”, sempre “manipolabilissime” e fonte, per la sinistra, dei “peggiori sindaci” d’Italia. Per il leader di Fi, invece, nell’area moderata, si conquisterà la leadership solo chi “sarà in grado di avere sufficiente carisma”. Come dimostra, dice, la sua stessa storia: “per caso De Gasperi, Craxi e, se permette, lo stesso Berlusconi sono venuti fuori dalle primarie?”.

Matteo Salvini incassa e rilancia: “Non ci sono eredi e dinastie” e Berlusconi “non è la regina Elisabetta”. Il leader della Lega, anche lui in campagna elettorale per sostenere i suoi candidati sindaci intanto cavalca la sua battaglia contro l’immigrazione: “Il 31 Maggio non è un voto ma un referendum tra chi vuole l’immigrazione e chi non la vuole”. Insomma: “Il voto sarà politico per mandare a casa Renzi”. Un’equazione pure sostenuta in passato dal premier ma che ora il governo respinge: “sono due partite distinte” ci tiene a precisare il ministro Maria Elena Boschi.

Renato Brunetta fa il suo pronostico: “il cappotto che prevedeva Renzi non c’è più. Io dico che c’è un 5-2 sicuro, cioè rivinciamo la Campania e il Veneto”. Intanto mentre Raffaele Fitto è a Winchester, dove viene accolto dall’alleanza dei partiti della famiglia conservatrice, e Alfano fa campagna dalla Sicilia, Berlusconi li attacca: “hanno usato Fi come un taxi” dice di loro.

Ma i due ex-delfini continuano a parlare di “rifondazione” del centrodestra. “Se vogliamo vincere contro la sinistra non possiamo immaginare di farlo insieme all’estrema destra” rintuzza il ministro e leader Ncd, Angelino Alfano. La sua area, tuttavia, lamenta poca visibilità sui media. “Per il grande circuito mediatico Area Popolare semplicemente non esiste” si lamenta il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello.

Lamentele arrivano anche dalla presidente di FdI, Giorgia Meloni, che in Puglia sostiene la candidatura dell’aspirante governatore Francesco Schittulli e attacca sulla candidatura di Adriana Poli Bortone: ” Questo – è sicura – è un altro dei tanti accordi che Berlusconi ha preso con Renzi per chiudere un occhio di fronte alla possibile vittoria del centrosinistra”.
(di Francesca Chiri/ANSA)

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