In Venezuela Consecomercio propone un “dollaro doganale”

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CARACAS – Non è d’accordo con la vendita di prodotti in dollari, come ad esempio il caso dell’industria automobilistica. E, soprattutto, non lo è con i controlli nell’economia – in particolare quello dei cambi -.

Certo, l’ideale sarebbe che vero costo della moneta nordamericana fosse fissato dal mercato. E cioè dalla domanda e dall’offerta, così come avviene in tutti i paesi o quasi. Visto, peró, che ció per il momento non pare possibile, e che di eliminare il controllo dei cambi proprio non se ne parla, allora nulla di meglio che seguire la corrente e proporre un altro tipo di cambio: quello “doganale”.

Cipriana Ramos, presidente di Consecomercio, sostiene che il “dollaro doganale”, qualora il suggerimento fosse raccolto dal governo, permetterebbe ai commercianti di importare prodotti e beni di consumo. Ma Ramos va oltre. Se la Banca Centrale lo ritenesse opportuno, il “dollaro doganale” potrebbe rappresentare un valore di riferimento per la valuta pregiata.

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