Giro d’Italia: Modolo sprint d’oltreconfine e Nizzolo s’inchina

Italian rider Sacha Modolo (C) of Lamre-Merida team celebrates as he crosses the finish line to win the 17th stage of the 98th Giro d'Italia

LUGANO (SVIZZERA). – Dopo la doppietta dello scalatore spagnolo Mikel Landa, anche un italiano centra il bis al Giro d’Italia di ciclismo: è Sacha Modolo, che a Lugano replica lo sprint vincente di Jesolo, battendo ancora una volta Giacomino Nizzolo. E’ lui, il quasi 28enne corridore della Lampre-Merida, veneto di Conegliano, l’uomo più veloce del 98/o Giro d’Italia di ciclismo.

In una frazione ‘parzialmente di recupero’, dopo gli sforzi in alta quota (ma la Cima Coppi di Colle delle Finestre deve ancora arrivare), Modolo è apparso il più reattivo e potente, nel lunghissimo sprint sulle rive del lago di Lugano, la città di confine dove risiedono la maggioranza dei corridori, da Vincenzo Nibali a Fabio Aru, da Alberto Contador a Luca Paolini. Proprio quest’ultimo ha cercato con convinzione la vittoria ‘sotto casa’, partendo a tutta quando mancavano circa 3 mila metri al traguardo di Riva Vincenzo Vela, spingendo con determinazione sui pedali, ma senza riuscire ad arrivare da solo al traguardo.

L’esperto corridore del Team Katusha si è piantato a circa 1.200 metri dalla linea. Paolini si allena sulle strade dove oggi si è conclusa la 17/a tappa, conosce ogni curva e ogni buca delle strade al confine fra Italia e Canton Ticino, ma non gli è servito per aggiudicarsi il traguardo. Il suo tentativo resta lodevole, come l’impresa di Modolo che, oltre ad aver valicato le vette dei giorni scorsi senza rinunciare a proseguire il cammino verso Milano, è riuscito ad avere la lucidità necessaria per mettere le mani su una tappa comunque ambita.

La tappa di oggi ha permesso ad Alberto Contador di tirare il fiato, dopo le fatiche dei giorni scorsi, ma anche ai suoi rivali di rivedere le strategie tattiche. Mancano quattro tappe alla fine della corsa rosa e, a questo punto, chi conserva qualche chance di successo dovrà pianificare fin nei minimi dettaglia i restanti chilometri, prima della passerella di domenica prssima a Milano. Fabio Aru, e soprattutto Mikel Landa, affilano le armi e preparano gli attacchi alla maglia rosa di Contador, che si è dimostrato più forte della sua stessa squadra.

Lo spagnolo, al di là delle frasi di circostanza (“… ringrazio Ivan Basso per avermi passato la ruota proprio ieri e ringrazio la squadra per il lavoro svolto fino a questo momento”), ha dovuto fronteggiare da solo, a testa bassa, metro dopo metro, stringendo i denti, gli attacchi dei rivali. E alla fine, se riuscirà come sembra a conquistare il secondo successo al Giro (dopo quello del 2008), dovrà ringraziare solo se stesso.

La sua immensa classe e la voglia di voler ancora soffrire. Non tanto la Tinkoff-Saxo. Con un Contador così sarà difficile per tutti anche al Tour, dove il livello complessivo della concorrenza sarà sicuramente più elevato, con Nibali, Quintana e Froome, che vanno in cerca della gloria a Parigi.

(dell’inviato Adolfo Fantaccini/ANSA)

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