Sangue nell’anfiteatro di Palmira, l’Isis giustizia 20 soldati

Pubblicato il 27 maggio 2015 da redazione

STRAGE DI DONNE E BAMBINI A PALMIRA, 400 MORTI CIVILI

BEIRUT. – Venti soldati siriani sono stati “giustiziati” a colpi d’arma da fuoco davanti a una piccola folla di spettatori seduti sugli spalti in un tragico spettacolo di sangue messo in scena oggi dall’Isis nell’anfiteatro romano fra le rovine dell’antica Palmira. Il sito archeologico, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, della città-oasi caduta una settimana fa nelle mani dello Stato islamico, è stato finora risparmiato dalla furia distruttrice dei miliziani del Califfato, sembra che abbiano scelto invece per ora di farne una macabra scenografia per le loro sanguinarie esibizioni di terrore. Come le esecuzioni dei militari, identificati come sciiti e alawiti, delle quali ha dato notizia l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

Gli antichi colonnati e lo stesso anfiteatro, che erano stati mostrati ancora intatti in un video diffuso da un’agenzia vicina all’Isis, sono stati testimoni dell’eccidio, al quale i jihadisti hanno costretto numerosi residenti locali ad assistere dagli spalti. Secondo un bilancio dell’Ondus, salgono così ad almeno 237 le persone giustiziate dallo Stato islamico da quando, il 16 maggio, ha lanciato l’offensiva che lo ha portato a impadronirsi di Palmira.

Ma altre esecuzioni potrebbero avvenire nei prossimi giorni, forse nello stesso anfiteatro, che rischia di essere trasformato in un’arena per nuove mattanze. Non si sa ancora nulla infatti di circa 600 soldati, miliziani filo-governativi e civili accusati di essere “agenti del regime” fatti prigionieri. L’ong riferisce che tra coloro che sono stati messi a morte finora vi sono 67 civili, di cui 14 minorenni e 12 donne.

In Iraq, intanto, almeno 55 militari sono stati uccisi da tre attentatori suicidi che hanno attaccato un convoglio nei pressi di Falluja, 50 chilometri a ovest di Baghdad nella provincia di Al Anbar. Il bilancio è della televisione panaraba Al Jazira, secondo la quale il triplice attacco è avvenuto nei pressi della località di Karma il giorno dopo che le autorità irachene hanno annunciato l’avvio di una controffensiva per strappare allo Stato islamico Ramadi, il capoluogo della stessa Al Anbar, situato 100 chilometri a ovest di Baghdad, caduta nelle mani dei jihadisti il 17 maggio scorso.

Nel frattempo in Siria non sono solo i miliziani dell’Isis ad avanzare sul terreno, ma anche altri gruppi armati islamici. Le forze lealiste controllano ormai solo 5% della provincia nord-occidentale di Idlib, dopo che il capoluogo è caduto in mano dei miliziani anti-regime. Lo riferisce l’Ondus, mentre fonti locali interpellate dall’Ansa affermano che forze anti- governative, tra le quali anche jihadisti del Fronte al-Nusra, la branca siriana di Al Qaida, sono addensate attorno ad Ariha, ultima città di rilievo in mano al regime nel sud della regione.

Lo Stato islamico è invece in ritirata nella provincia nord- orientale di Hasake, sotto l’incalzare di forze congiunte curde e di gruppi ribelli. Ieri l’agenzia Fides aveva riferito che l’Isis si era ritirato nella stessa provincia da diversi villaggi a maggioranza cristiana nella Valle del Khabur, che avevano occupato nel febbraio scorso, costringendo la popolazione alla fuga e sequestrando oltre 220 residenti. Si è avuta notizia del rilascio di due di loro, due donne di 75 e 70 anni in cattive condizioni di salute. Ma per liberare gli altri lo Stato islamico continua a chiedere il pagamento di ingenti riscatti.

(di Alberto Zanconato/ANSA)

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