In Iran concorso di vignette contro l’Isis, “non è Islam”

Iran-vignette

TEHERAN. – Dopo le vignette sull’Olocausto, quelle contro l’Isis: la prima volta per dire che, se la libertà di espressione vale per le caricature su Maometto, che tanta offesa arrecano ai musulmani, allora dovrebbe valere anche per quanti vorrebbero nuove ricerche sull’Olocausto. La seconda per ridicolizzare l’Isis, che non ha nulla a che fare con l’Islam.

L’artefice dei due concorsi internazionali per la miglior caricatura è sempre la Casa iraniana delle vignette, e in particolare il suo presidente Masoud Shojaei Tabatabai. Che per le vignette sull’Olocausto aveva parlato di 800 lavori presentati, mentre per quelle contro l’Isis di oltre mille, 270 dei quali selezionati. Circa 200 gli iraniani, insieme – riportano i media locali -, a una ventina dall’Indonesia, 17 dal Brasile, 15 dalla Cina e dalla Turchia.

Pare che alcuni artisti da Siria, Libano e Iraq abbiano preferito non partecipare oppure farlo con altro nome, per paura di ritorsioni. La giuria avrebbe scelto per lo più gli autori iraniani per la finale, con quattro stranieri: i loro lavori sono pubblicati in un libro che, è stato annunciato, sarà presentato domenica 31 maggio, alla cerimonia di premiazione all’Arasban Cultural House.

Per ora è un servizio della Presstv a darne un primo saggio, mostrando alcuni disegni selezionati: una pecora nera imbottita di esplosivo in mezzo ad un gregge di pecore bianche; una Monna Lisa decapitata; una chioccia rosa con cresta a stelle e strisce dalle cui uova nascono pulcini-miliziani; un terrorista nerboruto che esce dalla sala operatoria con le mani insanguinate mentre asciugamani gli vengono offerti da Usa, Gran Bretagna, Turchia, Israele, Francia e Arabia Saudita; vignette ancora più esplicite sul ruolo di Washington nel fenomeno Isis, come i soldatini a chiavetta depositati dalla mano dello ‘zio Sam’ sul terreno.

Il via al concorso era stato lanciato a febbraio, e già da allora pare che abbia destato qualche irritazione – hanno ancora riferito i media iraniani. Come quella di Doha, che avrebbe protestato per l’indesiderata presenza, in una vignetta, dell’emiro del Qatar insieme al presidente Usa Obama ed al sovrano saudita. La fase finale del concorso giunge però quando anche in Iran si guarda con preoccupazione alle ultime conquiste dell’Isis, e alla possibilità che possa avvicinarsi ai suoi confini.

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