Mattarella, l’immigrazione è un dramma epocale

Sergio Mattarella, President of the Republic of Italy delivers a lecture, The Case for Europe: the Italian vision, at the London School of Economics in London

LONDRA.- “Troppi morti” ci sono voluti per risvegliare almeno un po’ la “coscienza collettiva” di un’Europa che stenta ancora a comprendere come quello dell’immigrazione sia ormai “un dramma epocale” che rischia di far smarrire gli ideali fondanti dell’Unione. Nella prestigiosa sede della London School of Economics Sergio Mattarella rilancia la visione europeista in un lungo discorso che senza sfumature conferma che l’Italia vuole continuare ad essere un’avanguardia del processo d’integrazione europeo. E lo ha fatto a Londra, capitale da sempre “euro-tiepida”, per usare un eufemismo, e che ha già in cantiere un referendum ad alto rischio sulla permanenza o meno del Regno Unito nella comunità europea.

“La Gran Bretagna non è la tana del lupo”, ha cercato di rassicurare il presidente della Repubblica con i giornalisti dopo un colloquio – riservatissimo – con la regina Elisabetta a Bukingham Palace e con il ministro degli Esteri Philip Hammond. “E’ un paese amico che vuole restare nell’Unione Europea e confidiamo di restare insieme nell’Unione”, ha spiegato Mattarella.

Ma il colloquio con Hammond – mentre il primo ministro David Cameron si trova tra Parigi e Berlino chiedendo a gran voce riforme profonde – ha confermato come le distanze ideologiche tra Italia e Gran Bretagna sul ruolo e il futuro dell’Europa siano immutate. Anche se, viene confermato, il Governo conservatore rafforzato dall’ottimo risultato alle ultime elezioni è fiducioso che il referendum confermerà l’adesione all’Unione.

Ma intanto Europa e Mercati sono già in fibrillazione alla sola idea di un referendum di questa portata. Uno scenario da brivido per il futuro stesso dell’Unione europea già alle prese con l’incognita “Grexit”, cioè la possibilità che l’uscita di Atene dall’Euro apra il vaso di Pandora della tenuta continentale. Lo scenario è complesso nonostante Mattarella si dica “fiducioso” che la crisi tra Atene e Bruxelles si risolverà positivamente.

E anche in questo campo deve vincere la visione rispetto ai numeri, ricordando come anche due colossi come Francia e Germania beneficiarono di una buona dose di flessibilità quando sforarono i parametri del tre per cento. Per questo il presidente nella “tana del lupo” ha chiesto a gran voce che l’Europa sappia ritrovare le radici ideali di democrazia, tolleranza e – soprattutto – “solidarietà”. Perchè, ha spiegato, “non si esporta democrazia con le armi”, ma piuttosto con l’esempio e con “politiche lungimiranti” che sappiano superare il contingente e gli egoismi nazionali.

L’Unione europea è infatti tutt’oggi un “cantiere aperto” al quale si affacciano nuove sfide da affrontare senza paure. “Siamo di fronte a cimenti rinnovati, ai quali apparirebbe inadeguato e quasi puerile far fronte con la fuga, tornando sui propri passi”, ha spiegato Mattarella pensando non solo alla Gran Bretagna ma ai tanti Paesi che non accettano l’idea che il Mediterraneo sia un mare europeo.

Secondo il presidente infatti “è proprio dall’area mediterranea che giungono le minacce più pericolose per la nostra stabilità, minacce che necessitano di un’Europa forte e coesa in grado di parlare – ma soprattutto di agire – con una sola voce”. Si abbia “coraggio”, è stato il messaggio del presidente a Londra dove, nella tana del lupo, ha ribadito che l’Unione europea e l’Euro sono “irreversibili”.

(Dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)