Pd tra 6-1 e 4-3. In Umbria e Liguria, in testa candidati di Fi

REGIONALI: ELECTION DAY, 23 MILIONI AL VOTO. INSEDIATI I SEGGI

ROMA. – Pd in bilico tra il 6-1 e il 4-3, tra una vittoria rassicurante, anche se al fotofinish, in Liguria e Umbria, e una possibile sconfitta che, in queste due storiche roccaforti della sinistra, avrebbe il sapore dello shock. Sono questi gli elementi che emergono dalle prime proiezioni sulle sette Regioni andate alle urne.

Proiezioni che danno, per il Partito democratico di Matteo Renzi, vittorie certe in Toscana, Marche e Puglia, un risultato che sembra piuttosto netto in Campania e due testa a testa sorprendenti tra Giovanni Toti e Raffaella Paita in Liguria e tra Claudio Ricci e Catiuscia Marini in Umbria, con i primi due leggermente avanti: segno che laddove il centrodestra si è presentato unito – come ha sottolineato Paolo Romani – può vincere.

Ma ad uscire più forte dal voto è anche Beppe Grillo, con il M5S primo partito in Liguria, Campania e Puglia, mentre in Veneto la Lega Nord conferma la sua forza doppiando Fi e con il trionfo di Luca Zaia in Veneto. Se per il Pd non si può parlare certo di trionfo e nel centrodestra si registra invece l’annunciato boom della Lega Nord che in Toscana e nelle Marche si piazza al secondo posto, doppiando, nel computo delle preferenze ai partiti, Forza Italia.

Azzurri che, in Puglia pagano la guerra tra i vertici del partito e i ribelli guidati da Raffaelle Fitto che riesce, stando alle prime proiezioni, a piazzare il suo candidato Francesco Schittulli avanti alla candidata azzurra Adriana Poli Bortone.

Ma sono Liguria e Umbria le vere sorprese delle Regionali di questa primavera. Nella prima, infatti, le prime proiezioni danno il consigliere politico di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti, attorno al 32%, seguito a due punti di distanza dalla Dem Raffaella Paita con la pentastellata Alice Salvatore terza e Luca Pastorino, candidato della sinistra, quarto. Con il Pd che, come lo stesso premier Renzi aveva avvertito nei suoi comizi, paga la prima vera scissione a sinistra in atto nei Dem.

Ancor più sorprendente, forse, i risultati delle prime proiezioni in Umbria, con il sindaco di Assisi Claudio Ricci, sostenuto da tutto il fronte dei moderati, in testa al 41.5% e la Dem Catiuscia Marini seconda al 40.1%. Annunciate le vittorie Dem in Toscana (dove Enrico Rossi è in testa al 47%, con Claudio Borghi (Ln-Fdi) al 18.8%), Marche (con il Dem Luca Ceriscioli al 39% primo e il 5S Giovanni Maggi secondo che sfiora il 26%) e Puglia (Il Dem Michele Emiliano a oltre il 40%, seguito dalla 5S Antonella Laricchia al 21%) mentre in Campania Vincenzo De Luca, dato in testa a oltre il 42% e con il presidente uscente Stefano Caldoro a 7 punti di distanza, si avvia a ‘sconfiggere’ anche gli effetti della ‘black list’ stilata dalla presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi e ultimo pomo della discordia all’interno del Pd.

Chissà se, invece, la lista di Bindi non abbia avuto un qualche effetto sulla solidità con cui il M5S esce da questa tornata e sulla scarsa affluenza alle urne che registra, stando ai dati giunti finora, una percentuale di poco superiore al 53% tra i votanti, undici punti in meno rispetto all’affluenza della tornata precedente.

E, assieme alle prime proiezioni arrivano i commenti dei ‘big’. “Siamo uno spauracchio per tante mummie”, gioisce il leader della Lega Matteo Salvini mentre dal Nazareno, il presidente del Pd Matteo Orfini mostra prudenza e, se da un lato sottolinea la vittoria in Campania, dall’altro ricorda le parole del premier: “non c’è alcun rapporto tra il voto e il governo e non è un giudizio degli elettori sul governo”.

(di Michele Esposito/ANSA)

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