I giovani non siano delusi, ora contratti stabili

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TRENTO. – “Spremere” i lavoratori, tenendoli in condizioni perennemente precarie, blocca la crescita. Per questo il governo, con il Jobs Act, sta combattendo “strenuamente” il precariato e le forme contrattuali utilizzate in modo “opportunistico”, come le famose ‘finte partite Iva’. A Trento per il Festival Economia il ministro del Lavoro Giuliano Poletti invita i giovani a non sentirsi “delusi” dalla riforma del mercato del lavoro, che invece, come dimostrano i primi dati sull’occupazione, sta promuovendo i contratti stabili.

La precarietà “era considerata un disastro nazionale” ma in questi mesi “130 mila giovani sono passati da co.co.co. e co.co.pro. a tempo indeterminato. Da un 15% di contratti stabili – osserva il titolare del Welfare – stiamo passando a un 22, 23 anche 25%, mi sembra un gran buon segno”. Certo, avverte anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per risolvere il problema della disoccupazione, “al centro delle preoccupazioni del governo”, non ci sono “bacchette magiche” ma i primi segnali positivi (il Pil del primo trimestre ma anche l’indice Pmi sul manifatturiero) segnano “una inversione del clima”, un ritorno di “fiducia” che si traduce in una ripresa degli investimenti che a loro volta impatteranno sull’occupazione, e in tempi “più rapidi di quanto si possa pensare”.

Entrambi i rappresentanti dell’esecutivo, insomma, assicurano che tutti gli sforzi sono concentrati sul sostegno a chi perde il lavoro e sulla capacità di dare nuove opportunità. E presto sul tavolo del governo arriverà anche la proposta dell’Inps ” ‘chiavi in mano’ – come ha ribadito Tito Boeri – per chi è nella fascia dei 55-65 anni, non ha ancora maturato la pensione e ha perso il lavoro”. Il punto, ha spiegato, “è garantire il sistema di protezione sociale da 55 anni in su, quando il lavoro lo ritrova uno su dieci. Al di sotto deve pensarci il governo”.

E l’esecutivo, hanno confermato Padoan e Poletti, per il rilancio del mercato del lavoro sta completando la delega con i nuovi decreti attuativi, che terranno insieme riforma degli ammortizzatori ma anche la nuova rete per “vere” ed efficaci politiche attive. Ma punta anche sull’innovazione delle imprese, attraverso un progetto con Google e Unioncamere, per formare “3mila giovani ‘evangelizzatori digitali’ ” da mandare da quel 40% di Pmi che non vede l’utilità del web: “Anche Mario l’imbianchino deve smettere di pensare, anche se ha 57 anni, che la sua vita finisce con l’apecar. Se glielo spieghiamo, scopre che è interessante anche per lui”.

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