Unioncamere: nuove imprese, spinta dai giovani e dal Sud

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ROMA.- A scommettere sul futuro con una idea di impresa sono i giovani, con il Sud in testa ed il Nord-Est in coda, una ampia quota di neoimprenditori immigrati e vocazione per le nuove tecnologie della rete. E’ la “foto sull’imprenditoria giovanile” presentata da Unioncamere, sui dati del registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

In un primo trimestre dell’anno che si conferma negativo per il saldo complessivo tra nuove imprese e cancellazioni (-18.685 unità) è il dato delle imprese degli under35 a spiccare in controtendenza: nel periodo gennaio-marzo 2015 il saldo è positivo, 16.000 in più, e di queste il 36% è al Sud contro il 27% del Nord-Est, il 22% è di imprenditori immigrati, 2 su 3 sono già su internet ed il 45% è già pronto a vendere online.

E’ a Crotone il tasso di imprenditorialità giovanile più alto (con il 15,3% delle nuove imprese), ed al secondo posto c’è ancora la Calabria con Vibo Valentia (15,1%); mentre, all’altro estremo della graduatoria, le province in cui le imprese guidate da giovani sono meno presenti sono Forlì-Cesena (6,7%) preceduta da Pordenone e Ravenna (7,5%)”. Delle oltre 115mila imprese nate nel primo trimestre 2015 sono oltre 35mila (il 31%) quelle che hanno alla guida uno o più giovani con meno di 35 anni di età. Hanno scommesso soprattutto su commercio (20%), costruzioni (9,5%), ristorazione (5,1%).

Per il 76% sono imprese individuali, “la forma più semplice ma anche la più fragile per operare sul mercato” avverte Unioncamere; solo il 17% ha scelto la forma della società di capitale, “più idonea a sostenere progetti di sviluppo anche ambiziosi”.

E’ “un contributo rilevante” quello che arriva dagli imprenditori immigrati, con 7.773 imprese – una su cinque – delle 35.442 nate nel trimestre: complice la “bassa difficoltà di ingresso” hanno scommesso soprattutto su commercio ed edilizia.

I giovani, commenta il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, “si stanno rimboccando le maniche per cogliere le opportunità di questo momento e molti di loro scelgono di farlo attraverso l’impresa. Spesso sono giovani che hanno deciso di puntare su un’idea innovativa e sulle proprie competenze per realizzarla, anche sfruttando le nuove tecnologie della rete”; per sostenerli, aggiunge, “dobbiamo dare loro un paese più moderno e quindi più digitalizzato, anche per attrarre intelligenze e investimenti dall’estero, più meritocratico e capace di valorizzare i talenti delle persone”.

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