2 Giugno: Parata con atleti e bambini, applausi ai marò

Pubblicato il 02 giugno 2015 da redazione

Italian Republic Day: Italian President, Sergio Mattarella, at the "Altare della Patria" The aerobatic demonstration team of the Italian Aeronautica Militare, "Frecce Tricolori"

ROMA. – Quando in via dei Fori Imperiali sfila il terzo reggimento della Brigata Marina San Marco e lo speaker ricorda che è il reparto dei due marò, dalle tribune scatta l’applauso: un applauso lungo, forte, sentito. E’ la solidarietà degli italiani ai due fucilieri di Marina da più di tre anni alle prese con l’odissea giudiziaria indiana: Salvatore Girone, che si trova a New Delhi, e Massimiliano Latorre, in Italia per convalescenza, che ha partecipato alla cerimonia per la Festa della Repubblica a Taranto e che via Facebook ha mandato “un caro e grande abbraccio” al suo compagno di sventura, “ancora fisicamente troppo distante”.

L’edizione 2015 della parata del 2 giugno – la prima dell’era Mattarella da presidente della Repubblica – è stata la vetrina di Forze armate che “sanno rispondere con concretezza ed entusiasmo alle grandi sfide emergenti”, come ha detto il capo dello Stato, ma anche “in continuo rinnovamento e sempre più integrate con la società civile”, come ha ricordato il ministro della Difesa Pinotti.

Del resto, già da anni la parata ha perso il suo aspetto ‘muscolare’: via blindati, cingolati, aerei ed elicotteri, solo le Frecce Tricolori sono rimaste, mentre i corazzieri, appiedati dalla spending review, dall’anno scorso sono finalmente rimontati a cavallo. E oggi il copione si è ripetuto, sempre con un occhio di riguardo ai corpi non armati dello Stato e alle componenti della società civile. Non a caso, tra i 3.400 che hanno sfilato dal Colosseo a Piazza Venezia (erano stati 3.500 l’anno scorso e 3.300 nel 2013), per la prima volta quest’anno c’era anche una rappresentativa di atleti militari e del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, con in testa Gianfranco Paglia, il parà Medaglia d’oro al valor militare, ferito nella battaglia del pastificio a Mogadiscio e da allora, era il ’93, costretto su una sedia a rotelle. Da solo ha sfilato davanti alle tribune, con il Tricolore issato sulla carrozzina.

E alla bandiera italiana è legata anche la seconda novità dell’edizione di quest’anno della parata, che per la prima volta ha visto in campo anche dei bambini. Cinquanta alunni di una scuola romana che hanno disegnato di verde, bianco e rosso i loro ombrellini e li hanno poi sventolati davanti al palco di Mattarella (che alla fine ne ha voluti salutare quattro e si è complimentato: “ci ha detto che abbiamo fatto un bel lavoro..”).

Come sempre, folto il palco delle autorità. Insieme a Mattarella, i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, il premier Renzi reduce dall’Afghanistan. Tutti hanno prima reso omaggio al sacello del Milite Ignoto, al Vittoriano, e poi hanno preso posto in tribuna (dove erano presenti diversi ministri, da Maria Elena Boschi a Stefania Giannini, ad Alfano). Poche centinaia di metri che Renzi ha fatto a piedi: un bagno di folla, con le persone che lo chiamavano e incitavano (“vai avanti, non mollare”) e lui disponibile per uno scambio di battute e qualche selfie.

Tra le assenze, rumorosa quella della Lega, sempre nel nome dei marò. Lapidario Salvini sulla sua pagina Facebook: “2 giugno, Renzi protagonista della Parata dell’Ipocrisia. Con i 2 marò ancora prigionieri, non c’è niente da festeggiare”. “Macchè festa, è un giorno di lutto”, dice il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, pure lui del Carroccio.

Il centrodestra invece non diserta la cerimonia, ma anche in questo caso il pensiero va a Girone e Latorre. “Li aspettiamo presto, liberi”, scrive in un tweet Renata Polverini, deputata di Forza Italia. “Festeggeremo quando saranno in Italia”, twitta il suo compagno di partito Elio Vito, mentre l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia, approfitta dell’occasione per consegnare a Renzi (“ma senza polemica”) un cappellino blu, con la scritta gialla ‘Marò liberi!’ sottolineata da un tricolore. La Festa della Repubblica del M5S, invece, non contempla sfilate di militari, ma è quella – come scrive Giorgio Sorial su Fb – “che oggi vanta decine di nuovi consiglieri regionali onesti”.

(di Vincenzo Sinapi/ANSA)

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