Atene invia la proposta di accordo. Si cerca un compromesso

Alexis Tsipras

BRUXELLES. – La Grecia presenta una nuova proposta di accordo ma per i creditori non è sufficiente e mettono a punto una contro-proposta che presenteranno ad Atene a breve. Non è ancora un ultimatum ma l’Europa e il Fondo monetario internazionale non hanno intenzione di aspettare altro tempo per raggiungere un’intesa visto che Atene rischia il default già venerdì, quando dovrà pagare la rata da 300 milioni al Fmi, e non è ancora chiaro se rispetterà la scadenza.

Intanto la Bce aumenta di 500 milioni, portandola a 80,7 miliardi di euro, la liquidità d’emergenza (Ela) alle banche greche. E se l’euro sale, i mercati invece sono cauti e il tasso del Btp torna sopra il 2% per la prima volta da inizio maggio. Dopo il vertice d’emergenza tra Draghi, Merkel, Lagarde, Hollande e Juncker, la distanza tra Atene ei suoi creditori è ancora ampia. Tsipras insiste sulle sue ‘linee rosse’ e ha inviato a Bce, Fmi e Commissione Ue la sua proposta di 47 pagine che contiene il massimo delle concessioni che il suo Governo è disposto a fare.

“Proposte realistiche”, le definisce il premier, convinto che ora “la decisione spetta alla leadership politica dell’Europa”. Tra le proposte è indicato l’obiettivo di un surplus primario per il 2015 dello 0,8% e dell’1,5% per il 2016. Per l’Iva il Governo individua tre aliquote: al 6%, 11% e 23%. Sforzi che vanno nella direzione richiesta dall’ex Troika, ma che ancora non sono sufficienti. “Non ci siamo ancora”, ha detto il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici.

Per quanto riguarda l’Iva, il Brussels Group chiedeva soltanto due aliquote e nessuna eccezione per le isole, come prevede la direttiva Ue, mentre su pensioni e mercato del lavoro le posizioni restano molto distanti. “Non è giusto pensare che ci possiamo incontrare a metà strada”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, secondo il quale il pacchetto per la Grecia deve essere “forte” come il precedente e deve “soddisfare le condizioni economiche”, cioè tornare a far quadrare i conti greci senza aggravarli di spese non sostenibili.

Non soddisfatti della mossa greca, i creditori hanno preparato la loro proposta sotto la spinta diretta di Merkel, Hollande, Draghi, Lagarde e Juncker. “C’è uno scambio di documenti in corso, è qualcosa di per sé positivo”, ha detto la portavoce del presidente Juncker. Nella bozza di accordo anche l’ex Troika ribadisce le sue ‘linee rosse’: privatizzazioni, tagli alle pensioni, liberalizzazione del mercato del lavoro, surplus all’1%.

Il testo sarà sottoposto a Tsipras, nonostante il premier abbia ripetuto che “la Grecia non accetta proposte di altri, è lei a farle”. Ma Europa ed Fmi non accettano compromessi e non sono disposti a spostare la questione sul piano ‘politico’, perché qualunque soluzione non può prescindere da un accordo tecnico a cui l’Eurogruppo dovrà dare il via libera.

(di Chiara De Felice/ANSA)