Un familiare in politica vale 500 euro di stipendio in più

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TRENTO. – Qual è il beneficio economico derivante dell’avere un familiare in politica? Mediamente vale 500 euro in più l’anno, con un incremento sulla retribuzione media pari al 3% circa. Per avere un paragone un anno ulteriore di istruzione genera un rendimento del 6%.

Lo dicono i primi risultati di una ricerca condotta su due campioni di 550 mila politici e 800 mila lavoratori dipendenti del settore privato dagli economisti Marco Manacorda, docente di Economia alla Queen Mary University di Londra e ricercatore associato presso il Cep della London School of Economics, e Stefano Gagliarducci, docente presso l’Università di Roma Tor Vergata.

La ricerca, tutt’ora in corso – il rapporto con i dati completi sarà disponibile tra un mese circa – è stata anticipata al Festival dell’economia di Trento nell’ambio dell’incontro “Affari di famiglia: nepotismo politico e carriere nelle imprese italiane”.

Un familiare in consiglio comunale – dice la ricerca – sembra portare più beneficio nelle regioni del nord Italia ed il vantaggio è più evidente nelle città dove esiste una sede di tribunale, “probabilmente perché in questi casi il nepotismo funziona come sostituto della pura corruzione”.

“Fino al tempo zero, cioè prima dell’ingresso in politica – ha sottolineato Manacorda – i salari non differiscono granché da quelli di altri individui con caratteristiche simili. A partire dal tempo zero l’aumento dei ritorni è graduale e questo effetto sembra appiattirsi verso il terzo anno, per poi tornare alla situazione precedente dopo l’uscita dalla politica del familiare”.

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