All’Expo dei Popoli l’uomo che visse mangiando scarti

Pubblicato il 03 giugno 2015 da redazione

Expo dei Popoli

MILANO. – Questo fatto che del maiale non si butta via nulla gli piaceva già da piccolo. Tanto che, per i suoi 15 anni, dai genitori se ne fece regalare uno. Poi, siccome non buttare via nulla del maiale non gli bastava, allora cominciò a dargli da mangiare gli avanzi di casa, poi gli scarti dei negozi vicino casa e poi di quelli lontani da casa. Tristram Stuart, inglese, 38 anni, è il fondatore di un movimento contro lo spreco alimentare, il Feedback. In questi giorni Stuart è a Milano per partecipare all’Expo dei Popoli, l’ ‘altro Expo’, in corso alla Fabbrica del Vapore, dove sono riuniti 150 delegati di Movimenti contadini e reti della società civile di tutto il mondo.

Stuart vorrebbe esportare a Milano l’operazione ‘Nutrimento 5000’, lanciata a Londra nel 2009, per recuperare cinquemila pasti dagli scarti dei supermercati. ‘Nutrimento 5000’ prende spunto da un’esperienza vissuta da Stuart tanti anni fa. Una volta – racconta – mentre cercava cibo per il suo maiale, un panettiere gli dette dei panini con pomodori secchi che avevano un aspetto così buono che alla fine li mangiò lui.

Fu così che iniziò a sostenere il freeganismo, uno stile di vita che promuove il consumo del cibo scartato dalla grande distribuzione quando è vicino alla scadenza o se ha qualche imperfezione. Quando Stuart cominciò a ‘mangiare gli scarti’ non fu per problemi economici, ma per “la presa di coscienza del fatto che un terzo del cibo prodotto al mondo viene sprecato”, spiega.

La sua ricetta per combattere la fame nel pianeta prevede da una parte “l’aumento della produzione di cibo, ma in maniera ponderata e intelligente, evitando la deforestazione e quelle pratiche che portano ai cambiamenti climatici” e, dall’altra, la “riduzione degli sprechi”. Rovistando nei cassonetti dei supermercati Stuart ha nutrito i suoi studi.

Negli anni del liceo, a Cambridge, “fra gli scarti trovavo molti rifiuti commestibili – ricorda – Non lo facevo solo per risparmiare, ma per passione ecologica”. Finché un giorno si imbatté in un concorrente, uno che quelle cose le faceva da prima di lui. Un clochard. “Lo incontrai nel supermercato Sainsbury’s – ricorda Stuart – Mi sentii in imbarazzo. Così gli dissi: ‘Mi spiace, non voglio toglierti il cibo’. Ma lui sorrise e mi rispose: ‘Tranquillo, se tutti i senzatetto della città venissero a cercare il cibo qua, ne rimarrebbe anche per te'”.

(di Giampaolo Grassi/ANSA)

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