George W. Bush più popolare di Obama, nostalgia americani

Bush Tragedy - Mission Accomplished

WASHINGTON. – Gli americani rivalutano George W. Bush: per la prima volta in dieci anni la maggioranza giudica con favore il 43/mo presidente degli Stati Uniti. Al punto da risultare più ‘clemente’ con l’ex inquilino della Casa Bianca che con l’attuale. Secondo un sondaggio Cnn/Orc infatti il 52% guarda con favore a Bush e il 43% esprime invece parere negativo, mentre su Obama la spaccatura e’ esattamente a metà con 49% gli riconosce meriti e il 49% che lo critica.

L’ultima volta che George W. si trovava in territorio positivo risale all’aprile del 2005, all’inizio del suo secondo mandato. Obama intanto sta vivendo la coda del suo ultimo mandato in maniera non poco turbolenta politicamente, tra il tira e molla continuo con un Congresso dominato dai repubblicani – circostanza che spesso lo induce a fare la voce grossa – e il tentativo – praticamente in extremis – di chiudere una serie di dossier prima di cominciare il suo trasloco dalla Casa Bianca.

A partire da ‘Obamacare’, la riforma dell’assistenza sanitaria voluta tanto fortemente dal presidente quanto con forza e’ osteggiata dagli oppositori, con i repubblicani in prima linea che ad oggi non intendono ritrarsi in retroguardia. Il destino della legge che ha innescato l’epocale cambiamento, l’Affordable Care Act, e’ infatti al momento legato al parere della corte suprema.

Il massimo tribunale si esprimera’ tra qualche settimana dopo che l’attuazione della riforma e’ stata sfidata contestando l’erogazione di sussidi a livello federale. E alla ‘missione’ di Obama non aiutano cifre recenti secondo cui circa il 13% degli americani che nel 2015 aveva adottato la copertura sanitaria statale prevista da Obamacare hanno dovuto rinunciare al servizio in quanto non riuscivano a pagare la quota prevista.

Eppure Obama vorrebbe davvero chiudersi alle spalle la porta della Casa Bianca avendo scritto almeno questa pagina di Storia. Perche’ sulle altre si sa, ha innescato il dibattito, ma il testimone passa al successore. Sull’immigrazione soprattutto, altra ipotesi di riforma dagli scontri feroci, ma la ‘frontrunner’ candidata Hillary Clinton sembra disposta non solo a seguire la linea di Obama ma se necessario anche a superarla se sara’ presidente.

Anche i ‘successi’ di Obama di questi tempi non sembrano arrivare se non dopo lunghi bracci di ferro, ripetuti ‘stop-and-go’, accordi sul filo di lana. E’ il caso dello US Freedom Act, la legge approvata ieri che toglie alla National Security Agency (Nsa) la possibilità venuta alla luce con lo scandalo Datagate di raccogliere indistintamente i dati telefonici di milioni di americani e di conservarli nei suoi database.

Ci sono pero’ volute settimane per arrivare a questo punto, e solo dopo che il Senato ha perfino lasciato scadere quella parte del Patriot Act che regolava la materia creando un temporaneo voto legislativo senza precedenti. Che sia proprio questo clima di ‘conflitto’ che pervade Washington a generare nostalgia per George W. Bush?

Piu’ probabilmente il tempo che passa e che, si sa, fa crescere consensi postumi. In questo senso pero’ non e’ George W. a primeggiare, bensi’ il padre insieme con Bill Clinton: secondo lo stesso sondaggio Cnn-Orc sono loro i campioni di consenso tra i presidenti americani viventi, con il 64% degli interpellati che giudica entrambi favorevolmente.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)