Fifa: Gran Bretagna vuole i Mondiali 2022

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ROMA. – Il terremoto Fifa rischia di allargare i suoi effetti nel tempo e nello spazio, investendo in pieno il Mondiale 2022 in Qatar. L’evento, scandali e inchieste a parte, era già nel mirino per i problemi climatici e lo sfruttamento delle manovalanze per realizzare gli impianti. Se ora quel Mondiale dovesse saltare, l’Inghilterra è pronta a subentrare a quanto annunciato dal ministro della Cultura britannico, John Whittingdale.

L’inchiesta Usa intanto va avanti e potrebbe avere una spinta decisiva dalle rilevazioni dell’ex vice-presidente Fifa Jack Warner, che dalla sua Trinidad minaccia di vuotare il sacco. “Temo per la vita, ma neppure la morte fermerà questa valanga. Blatter sa perché è caduto. Anch’io”. Il presidente cerca di risalire la corrente, almeno quella interna, facendo sapere che si lavora a una “significativa riforma” della Fifa.

Furono proprio da Londra ad alzare per primi un sopracciglio dopo il voto di Zurigo che nel dicembre 2010 assegnò i Mondiali 2018 alla Russia e quelli del 2022 in Qatar, sollevando primi sospetti di corruzione. L’Inghilterra era allora in corsa per i Mondiali 2018, ma uscì ignominiosamente subito. Ora vede l’occasione per rifarsi.

“Abbiamo le strutture in questo Paese – ha detto Whittingdale ai Comuni – e abbiamo organizzato una straordinaria candidatura, pur senza successo, per ospitare la Coppa 2018”. Il ministro ha però aggiunto che appare improbabile si scelga un altro Paese europeo subito dopo Russia 2018. Anche dall’Australia portano acqua al mulino dell’inchiesta che indaga sull’assegnazione di Qatar 2022.

La polizia federale indaga sul pagamento di 500 mila dollari australiani alla Concacaf, in apparenza per finanziare un Centro sportivo a Trinidad e Tobago. La somma, secondo il presidente della federcalcio australiana, Frank Lowy, fu invece intascata dall’allora presidente della Concacaf ed ex vicepresidente della Fifa Jack Warner, che è tra le 14 persone incriminate per corruzione dalle autorità Usa.

Warner sembra ora la chiave giusta nelle mani degli investigatori. Arrestato nella sua Trinidad, e poi rilasciato su cauzione, ha parlato in tv e minacciato di rivelare tutto quello che sa. “Non manterrò più segreti per loro che hanno cercato di distruggere il Paese. Temo per la mia vita – ha detto -. Mi scuso per non aver rivelato prima questi fatti ma non avrò più problemi a sollevare scandali. Neppure la morte fermerà questa valanga, ormai non si torna più indietro. Blatter sa perché è caduto. Anch’io”.

A Zurigo, se Blatter trema non lo dà a vedere e si mostra impegnato ad agire per il rinnovamento in questi mesi che gli restano prima delle elezioni, sempre che qualcosa non succeda prima. Dopo aver incontrato il presidente indipendente del comitato di “audit e compliance”, Domenico Scala, Blatter ha fatto sapere che sta lavorando ad una ‘significativa riforma” dell’amministrazione e della struttura della federazione.

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