Attacco hacker: Usa accusa Cina. Pechino, “irresponsabili”

Chaos Communication Congress 31C3 in Hamburg

NEW YORK.- La guerra di spie nel cyberspazio si fa sempre piu’ dura, e anche piu’ misteriosa. Nelle ultime ore gli Usa sono usciti allo scoperto rivelando che Washington ha di recente subito un nuovo mega attacco, che ha permesso ad un gruppo di hacker di sottrarre dati e informazioni personali di almeno quattro milioni di dipendenti del governo americano. Le autorita’ Usa puntano il dito contro hacker che operano dalla Cina, e Pechino risponde con sdegno di non saperne nulla, nonche’ di essere a sua volta vittima di attacchi del genere.

Ma il vero interrogativo e’ a questo punto che cosa si propongono di fare gli hacker con i dati personali di decine e decine di milioni di americani. L’attacco contro l’ufficio di gestione del personale del governo americano sembra infatti ricollegabile a quelli messi a segno negli ultimi mesi sempre da presunti hacker cinesi anche contro i giganti del settore delle assicurazioni sanitarie Anthem e Premera a cui sarebbero stati sottratti rispettivamente i dati di 80 e 11 milioni di persone, secondo quanto scrive il New York Times, affermando che di fatto sembra ormai di essere in una nuova era del cyber-spionaggio.

Al momento si tratta di hacker che non sembrano riconducibili all’unita’ dell’esercito cinese che e’ stata citata in una serie di incriminazioni emesse per intrusioni informatiche da un tribunale federale lo scorso anno. Tuttavia, si tratta comunque di un gruppo gia’ noto per il cyber-spionaggio, che poco o nulla sembra avere a che fare con gli hacker che sottraggono informazioni industriali o che per scopi puramente criminali rastrellano dati personali come indirizzi, date di nascita e numeri di social security (una specie di codice fiscale) per poter poi rubare identità e conti bancari ai malcapitati.

Apparentemente si tratta di hacker che stanno creando degli enormi database di dati personali di milioni e milioni di americani. In molti casi si tratta di dirigenti, ma in moltissimi altri di semplici impiegati. E sfugge il perche’.

Parlare di cinesi e’ tuttavia da “irresponsabili”, afferma il portavoce del ministero degli esteri cinese Hong Lei, aggiungendo di sperare che “gli americani la smettano di aggiungere sospetti uno sull’altro e accuse senza fondamento”. La Casa Bianca dal canto suo sembra voler almeno per il momento gettare acqua sul fuoco delle polemiche.

L’Fbi che sta indagando sull’attacco agli uffici federali – ha detto il portavoce Josh Earnest – non e’ arrivata ancora ad alcuna conclusione sulle responsabilita’. “C’e’ ancora molto lavoro da fare per arrivare in fondo a questo incidente”, ha aggiunto, sottolineando che “siamo alla prese con un avversario ostinato. In alcuni casi, meno sa di quello che noi sappiamo e meglio è”.

E di certo gli avversari sono ostinati, ed e’ anche una guerra che si combatte su fronti diversi, come dimostra il fatto che misteriosi hacker, questa volta apparentemente dalla Russia, sono infiltrati negli ultimi mesi anche nei computer della stessa Casa Bianca, e pure del Dipartimento di Stato, oltre che di decine di altre agenzie federali. Resta peraltro quindi da vedere anche il perche’ siano cosi’ permeabili.

(di Stefano de Paolis)/ANSA)

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