F1, Maldonado: “Fino ad ora siamo stati sfortunati”

Pastor Maldonado

CARACAS – Il prossimo weekend andrà in scena un nuovo atto della stagione agonistica. Sull’asfalto del Gilles Villeneuve i bolidi del Circus torneranno a rombare per la gioia degli appassionati. Come di consueto uno dei protagonisti sul tracciato canadese sarà l’italovenezuelano Pastor Maldonado Motta che con la sua Lotus andrà a caccia dei primi punti stagionali.

“La velocità di punta e l’effettività nelle curve lente giocheranno un fattore fondamentale questo fine settimana. C’é la necessità di avere una macchina affidabile per far esplodere il potenziale che ha la E23: a Montreal dovremo affrontare diverse situazioni con la strategie e dobbbiamo essere efficienti nell’affrontare le chicane. Il circuito di Montreal è un misto tra uno cittadino ed uno permanente: sappiamo tutti quanto i muretti siano vicini e questo porta a zero il margine di errore del pilota, ma è proprio questo che rende la competizione ancora più stimolante per chi guida. La nostra monoposto ha il vantaggio che non é aggressiva con i pneumatici, cosa che ci da un leggero vantaggio” spiega Maldonado.

Il Gp del Canada è uno dei più interessanti del campionato, grazie anche alle caratteristiche del circuito che sono uniche. La storia di questa gara dimostra che è possibile vincere anche partendo indietro sullo schieramento, e questo può avvenire grazie a una strategia particolarmente efficace o anche a seguito della pioggia o di uno o più interventi della safety car, il che a Montreal è più frequente che altrove.

La Pirelli, fornitore ufficiale dei pneumatici, porta anche in Canada l’accoppiata soft-supersoft, con quest’ultima che si presenta quest’anno completamente nuova (tanto nella struttura quanto nella mescola) e destinata a garantire le solite alte prestazioni ma con la garanzia di maggiore resistenza al graining e al blistering. Spesso a Montreal si corre con basse temperature, e una maggiore resistenza al graining dovrebbe essere apprezzata dai team.

Dato l’alto livello di fattori imprevedibili, il Canada premia di solito una strategia flessibile, capace di consentire a un team di cambiare rapidamente al variare delle condizioni. E a Montecarlo abbiamo visto che cambiamenti repentini di strategia sono spesso in grado di variare il risultato.

Il pilota nato 30 anni fa a Maracay, non é ancora riuscito ad entrare nella zona punti in questa stagione, dove ha dovuto alzare bandiera bianca in cinque delle sei gare disputate indicando che “sono stato sfortunato fino ad ora”, ma ha anche ammesso che la sua macchina “é competitiva”.

“Siamo stati sfortunati fino ad oggi, sopratutto perché abbiamo avuto diversi problemi nei Gp disputati, siamo fiduciosi dato che abbiamo una macchina competitiva e che ci dà l’opportunità di tentare nuevamente e di dare il meglio di noi” afferma il pilota italo-venezuelano.

Pastor Maldonado Motta é l’unico pilota nato nella terra di Bolívar che è riuscito a salire sul gradino più alto del podio in una gara di Formula Uno, evento storico avvenuto nel Gp di Barcellona 2012: ottenendo la prima vittoria per la Williams dal 2004, quando vinse il colombiano Juan Pablo Montoya. “Questo fine settimana cercheremo di scrivere una nuova impresa”.

Precedentemente alla costruzione di questo tracciato, il Gran Premio del Canada si disputava alternativamente al Mosport Park e a Mont-Tremblant. Quando quest’ultimo tracciato venne ritenuto troppo pericoloso, l’appuntamento canadese del calendario di Formula 1 rimase saldamente in mano al Mosport Park.

Il talento del giovane Gilles Villeneuve spinse i franco-canadesi a voler costruire un nuovo tracciato, tuttavia, mancando i soldi e il tempo dovettero trovare una soluzione efficiente. Decisero così di unire le strade perimetrali dell’isola di Notre Dame creando un tracciato per così dire semi-cittadino.

Il tracciato venne inaugurato nel 1978. Venne costruito, come già detto, su un’isola artificiale creata due anni prima per i giochi olimpici che si sarebbero disputati nella città canadese. La pista infatti, costeggia a tratti le acque del fiume San Lorenzo. L’accesso all’isola è molto scomodo, sia per i tifosi che per gli addetti ai lavori in quanto le vie di acceso sono appena poche strade molto trafficate durante il weekend di gara. Dopo la tragica morte del pilota di casa si decise di intitolare il tracciato al suo onore.

(Fioravante De Simone/Voce)

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