Soldi ai partiti dell’Ue, la strategia anti-sanzioni di Putin

Protesters in Milan denounce Russian president's visit

NEW YORK.- A lanciare l’allarme qualche giorno fa è stato il vice presidnete americano Joe Biden: il Cremlino si sta sempre più dando da fare per “comprare e cooptare” movimenti e partiti politici in Europa, finanziando in tutto il Vecchio Continente gruppi di destra e di sinistra. Ma soprattutto gruppi di estrema destra, anti-sistema e anti-euro. Questi ultimi – secondo quanto riporta il New York Times – sarebbero almeno 15, sempre più fedeli ‘alleati’ dello zar Putin.

Dunque, non solo carri armati, artiglieria pesante e soldati. La Russia porterebbe avanti la nuova Guerra Fredda con l’Occidente anche con tanti soldi. E con le armi della propaganda e della disinformazione. Rafforzando i suoi legami – afferma il Nyt citando fonti dell’amministrazione Usa – in diversi Paesi, compresa l’Italia.

L’obiettivo finale è quello di dividere, destabilizzare l’Unione europea e la Nato, creando un’opinione pubblica crescente che sia contraria all’ostilità verso Mosca e alle sanzioni decise dai leader della Ue. Sanzioni che, alla luce dei risultati del G7 bavarese, il Consiglio europeo del 25 e 26 giugno dovrebbe prorogare fino al prossimo gennaio.

Anche se la minaccia all’orizzonte è quella di nuove misure restrittive, come vorrebbe la Casa Bianca, ma che in Europa necessitano dell’unanimità degli Stati membri. Ecco allora che l’offensiva sotterranea del Cremlino – accanto a quella roboante portata avanti sul campo nell’est dell’Ucraina – starebbe prendendo più forza. “Il presidente Putin vede in alcune forze politiche europee un utile strumento da manipolare, per creare fratture all’interno degli organismi comunitari”, spiega Biden.

Come all’interno del Parlamento Ue, dove i sempre più influenti gruppi della destra estrema e anti-europeisti non nascondono le proprie simpatie per Mosca. Il caso più eclatante è quello del Front National di Marine Le Pen che – ricorda il Nyt – ha confermato di aver contratto un prestito di 11,7 milioni di dollari presso la First Czech-Russian Bank di Mosca, molto vicina al Cremlino. E sarebbe solo la prima tranche di una cifra che dovrebbe ammontare a 50 milioni di dollari, messa a disposizione per aiutare la Le Pen nelle presidenziali francesi del 2017.

Ma – scrive il Nyt – a ‘dipendere’ economicamente dalla Russia, oppure a beneficiare del suo sostegno sarebbero diverse formazioni in Austria, Germania, Slovacchia, Ungheria, e nei Paesi Baltici, soprattutto in Lettonia. “Si tratta di una grande capacità di ricorrere a diversi strumenti di potere, al di là delle forze armate”, ha spiegato il capo elle forze armate Usa, Martin Dempsey.

Diversi strumenti: come una cellula segreta che – scrive sempre il Nyt – opera a San Pietroburgo e usa Twitter per diffondere false notizie sul contagio dell’Ebola in Occidente o sull’esistenza di emergenze nucleari o chimiche.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

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