Cinema: addio Christopher Lee, il signore delle tenebre

Pubblicato il 12 giugno 2015 da redazione

lee

ROMA. – Il gioco delle coincidenze, dei legami di sangue, del destino ha accompagnato tutta la vita di Sir Christopher Frank Lee Carandini, noto ai più come Christopher Lee o, per antonomasia, il Conte Dracula. Un riferimento non molto amato da questo colto, elegantissimo signore che se n’è andato in silenzio a 93 anni da poco compiuti (era nato a Londra il 27 maggio del 1922), tanto che la notizia è stata rivelata in ritardo dalla famiglia, quattro giorni dopo la morte.

“Signore delle tenebre” era il nomignolo che molto lo divertiva e del resto quello di impersonare il lato oscuro dell’animo umano gli era parso un segno del destino, fin dalla prima apparizione in scena nel ruolo dello spiritello malvagio Tremotino in un adattamento teatrale della fiaba dei Fratelli Grimm, quando era appena un adolescente a Wengen in Svizzera. La sua alta e imponente figura, la voce da basso, le folte sopracciglia e le lunghe mani restano altrettante icone per gli spettatori cinematografici di oltre quattro generazioni.

Debuttò sul grande schermo grazie a Terence Young nel 1948 (“Il mistero degli specchi”), ma raggiunse la notorietà 10 anni dopo con “Dracula il vampiro”. Le sue apparizioni con la celebre cappa nera e uno svolazzare di pipistrelli dietro le spalle furono 11 in carriera, ma il cliché gli pesava, tanto da ometterlo quasi sempre nei suoi ricordi pubblici e da minimizzarlo anche nella sua autobiografia.

Amava piuttosto insistere sulle sue origini, su una vita avventurosa e appassionante più dei suoi personaggi. Suo padre era un ufficiale dell’esercito britannico, sua madre una folgorante bellezza italiana (Estelle Marie Carandini dei marchesi di Sarzano) venerata dagli artisti dell’epoca edoardiana (la ritrasse anche la scultrice Clare Frewen Sheridan, cugina di Winston Churchill). Estelle amava esibirsi come pianista e diede a Christopher e a sua sorella Xandra una solida educazione artistica, nonostante le difficoltà economiche quando si trasferì in Svizzera dopo il divorzio dal marito.

Cresciuto in collegio a Wengen e poi a Londra (al Wellington College), Lee incrociò per la seconda volta il suo destino quando Estelle si risposò col banchiere Harcourt Rose, lo zio di Ian Fleming. Decenni dopo, avrebbe impersonato uno dei “cattivi” preferiti del creatore di James Bond, il killer Scaramanga protagonista in “007 – L’uomo dalla pistola d’oro”.

Del resto in quegli stessi anni, alla vigilia del secondo conflitto mondiale, Christopher Lee frequentava la buona società londinese e vi incontrò anche J.R.R. Tolkien, il creatore della saga “Il signore degli anelli”: in tarda età avrebbe vestito il manto bianco dello stregone Saruman dopo aver sognato di interpretare il “grigio” Gandalf, parte che gli fu strappata da Ian McKellen che già aveva avuto la meglio su di lui nel casting di “X Men”.

Giovane ribelle e spericolato, Christopher Lee si arruolò volontario nella brigata aerea britannica che andò a combattere i russi in Finlandia nel 1939 anche se non si alzò mai in volo e poi, arruolato nella Raf, fu assegnato a ruoli di intelligence a terra per una problema alla vista. Grazie alla padronanza delle lingue (ne parlava fluentemente ben otto) servì nel servizio segreto (proprio come il cugino Fleming), ma venne congedato al termine delle ostilità e poté tentare la via dell’arte.

Fu un parente, l’ambasciatore italiano Nicolò Carandini a fornirgli la lettera di presentazione per la casa di produzione più importante d’Inghilterra, la Rank, rievocando i trascorsi artistici della madre. E all’Italia il giovane talento rimase sempre legato, fino a farsi adottare negli anni ’60 dal nostro cinema (in primis da Mario Bava), da prendere la cittadinanza onoraria di Casina (vicino a Reggio Emilia da cui veniva la famiglia materna) e da accettare ogni tipo di invito nei maggiori festival, di genere dal Fantafestival di Roma al Noirfest di Courmayeur, al festival di Trieste.

Ogni volta era un libro aperto su una vita e una carriera senza eguali, si confermava gentiluomo appassionato d’arte e di storia, tanto da vantarsi della sua parentela con l’archeologo Andrea Carandini. Il cinema lo elesse a suo emblema, il cinema di genere, l’horror e il fantasy cui ha regalato personaggi immortali, ben oltre Dracula.

Le generazioni più giovani hanno imparato ad amarlo per l’inquietante Wonka di La fabbrica di cioccolato (Tim Burton), il Conte Dooku nel prequel di Guerre Stellari (George Lucas) e nel ciclo del Signore degli anelli e Lo Hobbit (Peter Jackson). Ma moltissimi grandi del cinema lo hanno avuto sui loro set: oltre a Terence Fisher e Freddie Francis (al tempo di Dracula) e al suo scopritore Terence Young, vanno ricordati almeno: Raoul Walsh (Hornblower, 1951), John Huston (Moulin Rouge, 1952), Powell e Pressburger (L’agguato, 1957), Nicholas Ray (Vittoria amara, 1957), Billy Wilder (Vita privata di Sherlock Holmes, 1970), Steven Spielberg (1941), Joe Dante (Gremlins 2, 1990), Martin Scorsese (Hugo Cabret, 2011), Bille August (Treno di notte per Lisbona, 2013).

E’ stato mostro e detective, cardinale e avventuriero, divo tv (da The Avengers a Charlie’s Angels), assassino e stregone. Ma è stato prima di tutto un attore completo e ricco di sfumature, ironico osservatore del grande circo del cinema e impeccabile professionista; melomane appassionato e discreto collezionista d’arte; aveva una voce capace di rivaleggiare (avvenne davvero) con il “mostro sacro” Orson Welles e la mise al servizio di spericolate avventure musicali tra l’orchestrazione lirica e l’heavy metal; era curioso di tutto e il nuovo come l’occulto e il misterioso lo attraevano in modo irresistibile.

Diceva “Fare l’attore è diventato un sogno comune. Tutti vogliono essere attori, ma essere un attore sul serio è il mestiere più duro del mondo”. Lui lo era.

(di Giorgio Gosetti/ANSA)

Ultima ora

11:43Macron festeggia i 40 anni in castello Loira, polemiche

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il presidente francese François Macron, che compirà 40 anni il 21 dicembre, sta festeggiando il compleanno con amici e famiglia questo fine settimana al Castello di Chambord, il più imponente dei castelli della Loira, costruito da Francesco I di Francia nella prima metà del Cinquecento per poter organizzare grandi battute di caccia nel centro del paese. Secondo Le Monde online Macron e la moglie Brigitte sono giunti al castello ieri sera, insieme con i figli e i nipoti della première dame. Alloggiano nella Maison des réfractaires, una foresteria trasformata in albergo di lusso. L'Eliseo, confermando le informazioni, ha parlato di "weekend privato", di un costo "inferiore ai mille euro", interamente pagati dal presidente. Venerdì sera Macron ha incontrato un gruppo di cacciatori che in giornata aveva partecipato ad una battuta. Questa sera il presidente festeggerà il compleanno con qualche giorno di anticipo in uno dei saloni di questo capolavoro del Rinascimento francese.

11:40Moto: Sky Racing Team Vr46 corre a X-Factor

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Dalla pista al palcoscenico di X Factor. Come da tradizione, anche quest'anno i piloti dello Sky Racing Team VR46 hanno preso parte alla serata della finale del talent show musicale. Per l'occasione, Francesco Bagnaia, Luca Marini, Nicolò Bulega e Dennis Foggia hanno svelato in diretta su Sky Uno HD le livree della stagione 2018 di Moto2 e Moto3. Il Team, nato nel 2014 dal progetto condiviso tra Sky e la VR46 di Valentino Rossi per sostenere la crescita dei giovani talenti italiani del motociclismo, si proietta verso la stagione 2018 tra novità e conferme, con quattro piloti in due categorie: in Moto2 Luca Marini affiancherà Francesco Bagnaia su Kalex mentre, in Moto3, Dennis Foggia correrà con Nicolò Bulega su KTM. Bagnaia, Rookie dell'anno in Moto2 dividerà il box con il 20enne Luca Marini, talento coltivato nell'orbita della VR46 Riders Academy e protagonista di una crescita costante e significativa. Bulega, in Moto3 con l'obiettivo di essere sempre più competitivo

11:23‘Our Le Mans’: ecco il docufilm di Cetilar Villorba Corse

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Sarà distribuito via web lunedì 18 dicembre Our Le Mans ("La nostra Le Mans"), il docufilm che racconta l'esordio del team Cetilar Villorba Corse alla 24 Ore di Le Mans 2017. Diretto da Nico Fulciniti di JOBDV/Studio, il film sarà visibile collegandosi alla pagina www.cetilarvillorbacorse.com/film all'interno del portale ufficiale del team tutto italiano diretto da Raimondo Amadio che con la Dallara P217 condotta da Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi si è classificato nono assoluto e settimo di classe LMP2. Totalmente incentrata sul racconto/resoconto di questo straordinario debutto nella leggendaria ed estenuante gara automobilistica francese, la pellicola è il sequel del precedente "Road to Le Mans", presentato nell'aprile scorso e che raccontava l'evoluzione del progetto Cetilar Villorba Corse dalla nascita fino alla conferma della prima partecipazione avvenuta nel segno del motto distintivo "Italian Spirit of Le Mans" nel giugno scorso.

11:13Moto: varati calendari 2018 minimoto e Civ Junior

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Scatteranno nel fine settimana del 22 aprile il Campionato Italiano Minimoto e il CIV Junior 2018. A poco più quattro mesi dall'inizio dei tricolori dedicati ai giovanissimi della velocità nazionale, sono stati pubblicati i calendari di entrambe le competizioni a ruote basse. Sia nel Campionato Italiano Minimoto che nel CIV Junior si disputeranno due round per ogni weekend, per un totale di 5 tappe e 10 gare a Campionato. Campionato Italiano Minimoto: la prima partenza avverrà nel nuovo impianto di Cervesina (PV), poi si correrà una volta al mese (ad eccezione di agosto mese dedicato al campionato europeo) fino a settembre. Dopo il semaforo verde del 21 e 22 aprile, il secondo appuntamento si svolgerà il 12 e 13 maggio a Castrezzato (BS). Gli impianti di San Mauro Mare (FC) e Contigliano (RI) ospiteranno, rispettivamente il 9-10 giugno e il 14-15 luglio, gare che potranno essere determinanti. Gran finale il 15 e 16 settembre a Jesolo (VE).

11:05Basket: Nba, tonfo inatteso di Boston, corre Houston

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - L'inatteso tonfo casalingo di Boston e la dodicesima vittoria consecutiva di Houston sono i dati salienti della notte Nba, nella quale si sono giocate undici partite. I Celtics hanno dovuto cedere le armi agli Utah Jazz con il punteggio di 107-95. Sonante la vittoria dei Rockets sui San Antonio Spurs, 124-109 (Chris Paul a segno con 28 punti). Vittoria di misura 96-94 dei Memphis Grizzlies sugli Atlanta Hawks di Marco Belinelli, autore di una buona prestazione, segnando 14 punti in soli 21 minuti. Prestazione magnifica invece per Russell Westbrook, ormai tornato quello dei tempi migliori, che ha messo a segno una tripla doppia (27 punti, 17 rimbalzi e 15 assist) trascinando alla vittoria Oklahoma su Philadelphia per 119-117 in una partita allungata fino a 3 overtime. Da segnalare infine la sconfitta dei Clippers con i Washington Wizards per 100-91 e la vittoria di Denver su New Orleans per 117-111.

10:48Ghiaccio: Kostner incanta nel corto ai campionati italiani

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Supera anche le più rosee aspettative Carolina Kostner nella terza giornata di gare dei Campionati Italiani 2018 di pattinaggio di figura. All'Agorà di Milano la campionessa delle Fiamme Azzurre conferma il suo ottimo stato di forma realizzando un eccezionale programma corto da 81.91 punti (42.27 di valutazione tecnica e 39.64 per i components) con cui guida la classifica parziale dell'individuale femminile. E all'Agorà non tradiscono nemmeno gli altri big, attesissimi sul ghiaccio milanese. E' infatti spettacolare, una volta di più, il programma corto di Cappellini-Lanotte (Fiamme Azzurre) che vale al tandem lombardo la testa della classifica parziale nella danza a quota 82.08 (43.60 di valutazione tecnica e 38.48 per i components), con poco più di 5 punti di margine su Guignard-Fabbri (Fiamme Azzurre), secondi con 76.84 (40.64 di valutazione tecnica e 36.20 per i components). Più staccate le altre due coppie in gara, Tessari-Fioretti (Ice Lab) e Moscheni-Fabbri (Ice Lab), rispettivamente terza e quarta.

10:43Dakar: Kamaz rilancia la sfida e punta al 15esimo sigillo

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - La categoria dei camion alla Dakar parla russo da quando Vladimir Chagin centrò la prima vittoria nel 2000, ai piedi delle piramidi del Cairo. Da quell'edizione, il dominio di Kamaz è stato interrotto solo tre volte, nel 2007, 2012 e 2016. Con il ritiro dello "zar", avvenuto dopo aver battuto il record di Karel Loprais con un settimo sigillo, la squadra russa si è aperta ad una nuova generazione di piloti. L'erede diretto e campione in carica è Eduard Nikolaev, che si è imposto vincendo per la prima volta all'età di 30 anni nel 2013, come il suo compagno di squadra Airat Mardeev nel 2015. Quest'anno, i due campioni della Dakar saranno accompagnati da un altro giovane, Dmitry Sotnikov, che ha già mostrato grande talento finendo secondo l'anno scorso. L'obiettivo è riconfermarsi per il 15mo titolo. I camion Iveco del Team De Rooy sono stati gli unici a minacciare la supremazia russa nel continente sudamericano e saranno gli avversari più impegnativi.

Archivio Ultima ora