Lite tra Francia e Italia sui migranti. Renzi, facciamo da soli

Pubblicato il 15 giugno 2015 da redazione

Migrants protest along the sea front at the border between Italy and France

ROMA. – E’ muro contro muro tra Francia e Italia sull’immigrazione. “I migranti non passano, se ne occupi Roma”, tuona il ministro dell’Interno transalpino, Bernard Cazeneuve. Parigi, replica a stretto giro il premier Matteo Renzi, “non può lasciare queste persone in Italia”. Uno scontro frontale che non sembra un buon viatico verso il vertice Ue dei capi di Stato Ue del 25 e 26 giugno, che minaccia di chiudersi con un piano penalizzante per l’Italia. In questo caso, lamenta Renzi, “l’Italia farà da sola, ma sarebbe una grande sconfitta per l’Europa”.

Gli dà man forte l’Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein, che esorta l’Unione a compiere “passi coraggiosi” in materia di immigrazione, per “dare rifugio, su un certo numero di anni, a un milione di rifugiati sfollati dai conflitti in Siria e altrove”. E in serata il sindaco di Milano Pisapia avverte: stop all’arrivo di altri migranti, “più di così non possiamo fare”.

FRANCIA, ITALIA SI FACCIA CARICO MIGRANTI – Il casus belli è la frontiera di Ventimiglia, dove la Francia ha ripristinato i controlli fissi – sospendendo, di fatto, Schengen – respingendo i migranti che vorrebbero passare il confine. “Chi sono – chiede Cazeneuve – questi migranti? Ci sono molti migranti economici irregolari che non sono dunque oggetto di persecuzioni. Non possiamo accoglierli, dobbiamo riaccompagnarli alla frontiera”.

Dall’inizio dell’anno, ricorda, “abbiamo avuto circa 8.000 passaggi e abbiamo fatto riammettere in Italia circa 6.000 persone. Non devono passare, è l’Italia che deve farsene carico”. Il ministro invita poi l’Italia a creare centri in cui distinguere i rifugiati dai migranti economici.

RENZI: PARIGI EGOISTA, PRONTI A FARE DA SOLI – Renzi, che aveva parlato di un ‘piano B’ se dall’Ue non dovessero arrivare risposte soddisfacenti, reagisce. “Il piano A – dice – è: si ragiona come comunità e si fa carico di risolvere tutti insieme il problema. L’atteggiamento muscolare di alcuni ministri di Paesi amici va in direzione opposta. L’Italia deve farsi carico e se ne fa, ma se non si trovano soluzioni alte, faremo da soli”.

L’immigrazione, sostiene, è una “vicenda complessa che si gestisce con la solidità di un Paese come il nostro che non può consentire alla Francia di avere navi nel Mediterraneo e lasciare” i migranti “in Italia. Nessun egoismo nazionale può chiudere gli occhi”.

ANCHE SVIZZERA E AUSTRIA BLOCCANO FRONTIERE – Anche la Svizzera, intanto, ha chiuso le frontiere. Nei primi cinque mesi dell’anno i respingimenti al confine con l’Italia sono stati quasi 1.700. Blocchi pure in Austria e la Commissione europea sta verificando il rispetto del trattato di Schengen in questi Paesi. I presidi ai confini creano un ‘tappo’ al flusso di migranti e dopodomani il ministro Alfano incontrerà le Regioni per fare il punto sull’accoglienza.

Il capo Dipartimento del ministero, Mario Morcone, illustra la strategia: serve, “in tempi brevi”, un ‘hub’ in ogni regione dove valutare chi ha diritto alla protezione e chi no. Per individuare il sito idoneo è pronta anche una lista di 38 caserme dismesse.

ALFANO, VENTIMIGLIA PUGNO IN FACCIA EUROPA – In vista del vertice del 25-26 giugno si vedranno a Lussemburgo i ministri dell’Interno europei e Alfano incontrerà il collega Cazeneuve prima della riunione. Le immagini dei migranti sugli scogli a Ventimiglia, osserva il ministro, che ha visto Renzi a Palazzo Chigi per concordare la linea da tenere, “sono un pugno in faccia all’Europa: quelle persone vogliono andare in Europa e domani quelle immagini me le porterò dietro”.

SI CERCANO ALTERNATIVE – Il piano Ue prevede che in due anni 24mila migranti arrivati in Italia – solo siriani ed eritrei – saranno suddivisi tra altri Paesi europei. Numero considerato esiguo e limitante per le nazionalità coinvolte. Troppo pochi, poi, i 60 milioni di euro stanziati dall’Ue per l’emergenza (si stima che quest’anno i costi sostenuti dall’Italia raggiungano il miliardo di euro).

Il Governo spinge molto sui rimpatri degli irregolari. Tra le ipotesi circolate c’è quella di agire come fece il Governo Berlusconi nel 2011, quando di fronte al flusso migratorio causato dalle primavere arabe, concesse permessi di soggiorno temporanei ai tunisini per circolare in Europa. Altra strada su cui si punta è quella di ottenere una deroga al regolamento di Dublino che impone al richiedente asilo di fermarsi nel Paese di primo ingresso.

MILANO, LO STOP DI PISAPIA – “L’amministrazione e la città hanno già fatto la loro parte, e continueranno a farla. La catena di solidarietà è stata straordinaria”, ma “più di così Milano non può fare”, dice il sindaco, che in una nota spiega la richiesta avanzata, e cioè “che non vengano inviati ulteriori profughi in città”. Occorre “ridistribuire le presenze nelle diverse Regioni”.

SALVINI, RENZI FENOMENO SCOPRE ORA EUROPA – La Lega, intanto, continua ad attaccare. “Renzi – dice Matteo Salvini – è un vero fenomeno. Adesso scopre che cosa è l’Europa. Adesso dice che l’Italia fa da sola? Straordinario. E’ un anno che noi lo diciamo prendendoci solo insulti”. Il segretario leghista ha la sua ricetta: “se fossi al governo io oggi sarei a discutere con le tribù in Libia, in Marocco”. Ironizza Luigi Di Maio (M5S): “l’unica ‘B’ che si addice a Matteo Renzi in questo momento è quella di buffone”. Mentre Gianfranco Librandi (Sc) propone di boicottare i prodotti francesi.

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