Tennis: il primo successo di Giorgi. La favola di Camila

Camila Giorgi from Italy in action

ROMA. – Le piacciono le tagliatelle al salmone, il suo regista preferito è Pedro Almodovar, il cantante Lenny Kravitz. E’ bella, bionda, timida e taciturna, non di rado imbronciata. Ma sul campo da tennis diventa una tigre, capace di strapazzare giocatrici più grandi e famose di lei. Ieri, sull’ erba di s’Hertogenbosch, in Olanda, Camila Giorgi ha vinto il suo primo titolo Wta. Alla quarta finale, battendo una svizzera emergente, Belinda Bencic.

La 23enne marchigiana è ormai più che una promessa sulla scena tennistica mondiale. Del resto, quando aveva 7 anni, Adriano Panatta la paragonò ad André Agassi. E Nick Bollettieri la voleva nella sua accademia. “Dedico questa vittoria al mio papà”, ha detto la piccola Camila (‘solo’ 1,68, in un circuito di gigantesse) durante la cerimonia di premiazione del TopShelf Open.

Già, il papà Sergio: argentino figlio di italiani, capigliatura alla Casaleggio, suo scopritore, coach e mentore, che puntò su di lei fin da quando, bambina, passò al tennis dopo aver cominciato con la ginnastica artistica. “Copiavo i metodi dei suoi maestri di ginnastica ucraini. Lei piangeva ma resisteva. Già a tre anni e mezzo quando i suoi compagni cadevano e dovevano abbandonare l’ esercizio, lei restava attaccata all’attrezzo”, raccontò Sergio Giorgi in un’intervista.

E, nel 2006, la figlia, non da meno quanto a testardaggine e idee chiare: “Il mio Slam da sogno è Wimbledon, gli idoli Martina Hingis e Roger Federer, sarò numero 1 del mondo e mio padre sarà ancora il mio allenatore”. “Camila può battere chiunque”, ama ripetere Sergio. E – aggiungono sue colleghe cui non fa velo l’amore paterno -“perdere contro chiunque”.

Del resto, ha stracciato fuoriclasse, ed ex numero 1, come Sharapova, Wozniacki e Azarenka. Ma ha anche buttato via match che sembravano vinti, pagando la mancanza di continuità e l’irruenza che spesso la portano a sbagliare (173 doppi falli in 19 match, nelle statistiche Wta), alternando colpi incredibili a ingenuità da principiante.

“La Giorgi è stata devastante al servizio, non ha mai concesso una palla break in 11 game alla battuta, e in quegli 11 game ha perso solo 19 punti. E quando ha avuto le sue occasioni le ha sapute cogliere”, la spiegazione tecnica della Wta sulla sua vittoria, per 7-5 6-3, sulla 18enne Bencic.

“E’ stata una grande settimana per me, e sono felice di portare a casa questo trofeo”, ha detto Camila, annunciando: “Prossimamente andrò a Eastbourne e spero di potermi preparare ancora di più per Wimbledon”. Il suo “Slam da sogno”, al via tra due settimane. Dove balzò alla ribalta nel 2012, arrivando dalle qualificazioni agli ottavi senza cedere un set.

Infranto il tabù del titolo mancante, la ragazzina di Macerata che ama anche il calcio e la boxe, e vorrebbe conoscere Maradona, può sognare in grande.

(di Guido Di Giammatteo/ANSA)