Allarme Coldiretti, antichi pani italiani a rischio estinzione

Expo: Coldiretti, antichi pani italiani a rischio estinzione

MILANO. – In Italia il pane costa sempre di più, e se ne mangia sempre meno. E quelli più antichi stanno scomparendo. Lo denuncia Coldiretti, che a Expo – con la “Giornata del Pane” – ha dedicato una giornata all’alimento più antico, lanciando un grido d’allarme. Con il consumo di pane crollato ai minimi storici sono a rischio le centinaia di specialità tradizionali che hanno segnato per secoli tradizione dei territori d’Italia.

Lo denuncia Coldiretti, che a Expo lancia l’allarme sul rischio omologazione presentando la più ampia rassegna delle specialità tradizionali delle diverse regioni, forse l’ultima occasione per conoscere tutta insieme una realtà a rischio di scomparsa, dal “Par ner” della Valle d’Aosta al “pane di Chiaserna” delle Marche fino al “pane Cafone” della Campania.

Il consumo di pane degli italiani – rileva – è sceso nel 2014 al record negativo di circa 90 grammi, due fettine di pane al giorno a persona. Negli ultimi 30 anni il consumo è sceso in questi termini: dai 230 grammi a testa del 1980 ai meno di 100 grammi del 2013. Mentre la spesa familiare per pane, grissini e crackers secondo Coldiretti ammonta a quasi 8 miliardi all’anno.

Ma i prezzi del pane variano moltissimo in Italia da regione a regione: a Napoli il pane costa 1,90 euro al chilo, a Bologna 3,98 euro, a Milano 3,57, a Torino 2,67, a Palermo 2,72 euro, a Roma 2,50, a Bari 2,81. “La forte variabilità – sottolinea Coldiretti – dimostra che l’andamento dei prezzi dipende solo marginalmente dal costo del grano, fissato a livello internazionale al Chicago Board of Trade. Peraltro negli anni della crisi è crollato del 27% il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori, ma quello del pane ha continuato ad aumentare con un incremento del 6%”.

“Tra le novità più richieste del mercato c’è l’acquisto del pane realizzato con varietà di grano locali spesso di varietà salvate dall’estinzione dai produttori agricoli e venduto nelle aziende o nei mercati di campagna amica – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo -. E’ una scelta che consente di conciliare qualità, fragranza ed impegno per lo sviluppo locale resa possibile dalla legge di orientamento”.

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