Siria: “razzi elefante” fanno strage alle porte di Damasco

BEIRUT. – Sono i ‘razzi elefante’ l’ultima arma impiegata nei bombardamenti delle forze lealiste siriane, capace di provocare decine di vittime in un solo attacco, molti dei quali civili. La prova, ha riferito la televisione panaraba Al Jazira, si e’ avuta a Duma, roccaforte dei ribelli 15 chilometri a Nord-Est di Damasco, dove almeno 36 persone sono state uccise e 60 ferite, tra cui diversi bambini, da questi vettori che vengono dotati di bombe piu’ potenti di quelle normalmente montate.

Intanto centinaia di civili hanno cominciato a fare ritorno a Tal Abyad, la citta’ sul confine con la Turchia, che le forze curde dell’Ypg e gruppi armati ribelli sono riusciti a strappare all’Isis dopo un’offensiva durata tre settimane. Oltre 20.000 residenti erano stati costretti a lasciare le loro case e cercare rifugio in Turchia per mettersi in salvo dai combattimenti e dai bombardamenti della Coalizione internazionale a guida americana contro le postazioni dello Stato islamico.

La vittoria dell’Ypg, che fa seguito di alcuni mesi a quella riportata dalle stesse milizie contro l’Isis a Kobane, altra citta’ lungo la frontiera 60 chilometri piu’ a Ovest, ha messo in allarme le autorita’ di Ankara.

Il presidente Recep Recep Tayyip Erdogan ha parlato nei giorni scorsi del pericolo della “creazione di una struttura che minaccia i confini” della Turchia. Mentre il vice primo ministro Bulent Arinc ha unito la sua voce a quella di una quindicina di gruppi armati dell’opposizione siriana che hanno accusato i curdi di attuare una “pulizia etnica” ai danni della popolazione araba e turcomanna. Ankara afferma che le milizie Ypg sono una emanazione del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), il gruppo terroristico che dal 1984 si batte contro le autorita’ centrali turche.

Per quanto riguarda le accuse di gruppi di attivisti per l’uso dei ‘razzi elefante’ – cosi’ chiamati dal rumore che producono, simile a un barrito – si aggiungono a quelle rivolte al governo siriano per il presunto impiego di cloro nei bombardamenti su diverse regioni del Paese. Secondo un rapporto della Syrian American Medical Society (Sams) presentato al Congresso americano, le truppe del presidente Bashar al Assad hanno compiuto 31 attacchi di questo tipo da marzo a giugno, con l’impiego di barili-bomba lanciati dagli elicotteri, che hanno causato 19 morti e almeno 530 feriti.

Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha detto di avere affrontato la questione in una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ricordando che in base ad un accordo russo-americano del 2013 il presidente Assad si era impegnato a disfarsi di tutto il suo arsenale chimico. Il cloro, tuttavia, avendo anche un uso industriale, non rientra nel novero delle armi chimiche a cui il regime siriano ha accettato di rinunciare.

L’inviato dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, si trova intanto a Damasco per cercare di riportare in vita gli sforzi diplomatici per cercare una soluzione politica al conflitto. Ieri ha incontrato Assad, nel giorno in cui diversi razzi sono stati lanciati sulla capitale dai ribelli trincerati solo pochi chilometri a Est.

Secondo l’agenzia governativa Sana, 10 civili sono stati uccisi e 25 feriti. L’Isis diffonde intanto un nuovo ‘video dell’orrore’. A riferirlo e’ il quotidiano britannico Daily Mail secondo il quale le immagini mostrano l’agghiacciante esecuzione di un uomo ritenuto colpevole di spionaggio. Dapprima il condannato viene legato a una croce, poi gli vengono amputati una mano e un piede, e infine viene sgozzato. L’esecuzione si svolge in un’area desertica, probabilmente in Iraq, dato che la ‘spia’ parla con l’accento iracheno.

(di Alberto Zanconato/ANSA)

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