Sindone, Torino aspetta il Papa: “Sarà una chiesa senza mura”

Sindone: Torino aspetta il Papa

TORINO. – Una “chiesa senza mura” per fare sentire tutti, fedeli e non, vicini a Papa Francesco nella sua visita a Torino, domenica e lunedì. E’ l’immagine che usa l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia. La città che custodisce il Sacro Lino, la Torino dei santi sociali, a cominciare da don Bosco di cui si celebra nel 2015 il 200/o anniversario della nascita, si prepara ad accogliere il Pontefice ed un milione di persone.

Il centro storico sarà trasformato – dice ancora mons. Nosiglia – in “una grande basilica all’aperto”, dal sagrato del Duomo a piazza Vittorio, dove Papa Francesco concelebrerà la messa solenne. L’agenda del Papa a Torino è ricca di impegni, dal mattino di domenica al pomeriggio di lunedì, quando lascerà la città per rientrare in Vaticano.

Incontrerà i poveri, gli emarginati, i malati, i giovani, i nomadi, i rifugiati, i rappresentanti di altre religioni, e – in forma privata – alcuni suoi parenti. La sua visita “sarà il culmine di due mesi di ostensione della Sindone e delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco”, sottolinea mons.Nosiglia.

“Papa Francesco – spiega l’arcivescovo – viene per incontrare tutti i ‘cuori’ di Torino, città che coltiva un’anima religiosa profonda, che ha saputo e voluto conciliare la propria presenza con le altre culture presenti nel nostro territorio”. Un’anima religiosa che “ci consente – aggiunge mons. Nosiglia – di guardare con serenità, con impegno, con rispetto anche all’arrivo di nuovi ‘cittadini’ provenienti dall’Est europeo o dai Paesi a maggioranza islamica”.

Il primo incontro del Pontefice sarà, in Piazzetta Reale, con il mondo del lavoro: ascolterà un’operaia reduce da un lungo periodo in cassa integrazione e con il marito disoccupato, un imprenditore che ha affrontato la crisi senza licenziare i suoi dipendenti, un giovane agricoltore. “C’è a Torino un ‘primato della carità’ – aggiunge mons.Nosiglia – che non è una moda, ma una ‘perla preziosa’: per questo la visita di Francesco privilegia gli incontri con le persone in difficoltà, in condizione di sofferenza e di malattia fisica”. Domenica Papa Francesco Bergoglio pranzerà, in Arcivescovado, con alcuni detenuti del carcere minorile Ferrante Aporti, con una famiglia nomade, alcuni ‘senza fissa dimora’ ed immigrati.

“C’è un segno straordinario in questa visita – sottolinea l’arcivescovo di Torino – ed è la Sindone. Il pellegrinaggio alla Sindone è davvero un momento di grazia e di speranza per la Chiesa come per la città. La visita di Papa Francesco andrà dunque ben al di là di un evento confessionale, perché stimolerà e si rivolgerà a tutte le componenti, anche laiche e istituzionali, al mondo del volontariato e soprattutto all’intera popolazione”.

Una stanza della Curia – rivela mons. Nosiglia – è stata riempita con i regali per il Papa: oggetti confezionati per lui, omaggi di singoli, associazioni famiglie. Inoltre, “è stata raccolta una cifra molto importante”, frutto delle elemosine dei pellegrini della Sindone e delle collette di domenica 7 giugno nelle chiese di Torino.

Per la ‘due giorni’ torinese del Papa sono stati allestiti 21 maxi-schermi, piazzati 9,5 km di transenne lungo i percorsi attraversati dal Papa; saranno distribuite 50 mila bottiglie d’acqua minerale e posizionate 6 cisterne con 1.200 litri d’acqua potabile, i treni speciali del Servizio Ferroviario Metropolitano saranno 96; 1.100 i volontari in servizio.

(di Renato Botto/ANSA)

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