Intesa sul gas, Mosca in Atene vede la sponda per l’Europa

Russian President Vladimir Putin Meets Greek PM Alexis Tsipras In Moscow's Kremlin

MOSCA. – La Russia cerca nella Grecia una sponda per portare il suo gas nel Vecchio continente bypassando Ucraina e Unione europea. E lo fa gettando le basi per il passaggio in territorio greco del Turkish Stream: il nuovo gasdotto russo-turco annunciato dal Cremlino dopo essere stato costretto a cancellare il progetto South Stream per le resistenze di Bruxelles.

L’intesa di massima tra Mosca e Atene per il ramo greco del metanodotto e’ stata siglata al Forum economico di San Pietroburgo proprio mentre e’ in bilico il destino della Grecia nell’eurozona e nell’Unione europea. E poco prima che il Cremlino annunciasse che Vladimir Putin e Alexis Tsipras durante il loro incontro nell’antica capitale degli zar non hanno discusso di aiuti finanziari russi alla Grecia assetata di liquidita’.

Atene un aiuto da Mosca lo ricevera’ comunque: a fornire i due miliardi di euro necessari alla realizzazione del tratto greco del Turkish Stream sara’ infatti la banca di Stato russa dedicata allo sviluppo, la Vneshekonombank, ma la proprieta’ del gasdotto che secondo le promesse di Putin dovrebbe trasformare la Grecia in un hub “per la distribuzione energetica” sara’ divisa in parti uguali tra russi e greci.

I lavori, e’ stato detto a San Pietroburgo, inizieranno nel 2016 e si concluderanno nel 2019, proprio quando scade l’accordo tra Gazprom e Kiev per il transito del metano attraverso l’Ucraina. E che il Cremlino vuole dribblare l’ex repubblica sovietica lo dimostra anche l’annuncio, ieri, che Gazprom intende costruire un doppio gasdotto dal Baltico alla Germania che di fatto raddoppiera’ la capacita’ del Nord Stream.

La situazione finanziaria di Atene resta intanto particolarmente delicata. Ma il fatto che Putin non si riveli, almeno per il momento, il deus ex machina che risolve tutti i problemi economici della Grecia non significa che i rubinetti dei finanziamenti del Cremlino siano chiusi per Atene: alla Davos russa, il vice premier Arkadi Dvorkovich ha assicurato che “se la Grecia ha bisogno di assistenza finanziaria” la Russia “esaminera’ la questione”.

Mentre poco dopo e’ stato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, a precisare che per discutere di aiuti ad Atene e’ necessario che prima arrivi una richiesta del governo greco. Proprio i problemi economici – assieme ai rapporti tesi con Bruxelles – sono uno degli elementi che accomunano Russia e Grecia. L’economia russa e’ infatti sprofondata in recessione, colpita dalle sanzioni occidentali per la crisi ucraina e dal crollo del prezzo del petrolio.

Ma ‘zar’ Vladimir oggi ha ostentato sicurezza dichiarando al pubblico plaudente che la Russia e’ riuscita “a stabilizzare la situazione” economica evitando la “grave crisi” che si prevedeva alla fine dello scorso anno, dopo che il rublo era sprofondato fino a toccare quota 100 per un euro.

Ottimista anche Tsipras, che invitando l’Ue a “imboccare di nuovo la sua strada tornando ai principi originari di solidarietà, equità e giustizia sociale”, ha assicurato che la Grecia, essendo un Paese di mare, “non ha paura delle tempeste”.

(di Giuseppe Agliastro/ANSA)

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