Manifestazione pro-migranti a Roma. Fermiamo la strage

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ROMA.- Migranti, sindacati, associazioni, cittadini si ritrovano all’ombra del Colosseo per lanciare un messaggio forte all’Italia ma soprattutto all’Europa: “Fermate la strage” silenziosa di chi scappa dalle guerre e dalla povertà. E fatelo “subito”.

Nella giornata del rifugiato, in piazza a Roma ci sono tantissime realtà, dall’Arci alla Cgil, dalla Uil ad Emergency fino a Greenpeace. E poi i protagonisti: gruppi di migranti e rifugiati. Jean-Renè, nativo del Camerun, vive da 16 anni in Italia e ora sta nella Flai Cgil: “Siamo qui per affermare le ragioni dell’accoglienza – spiega – e di un approccio umanitario al dramma che si consuma nel Mediterraneo, dove rischiano di morire migliaia di persone (oltre a quelle che sono già morte) persone che fuggono da situazioni disastrose, dalla miseria, dalla guerra, dalla fame e dalla malattia. L’Europa non può pensare di chiudersi come un’ostrica guardando da un’altra parte”.

Un altro gruppo di migranti regge cartelli con su scritto: “Siamo rifugiati per colpa della dittatura Eritrea”, “Basta rimanere in mezzo alla strada”. Sotto il palco è esposto uno striscione realizzato dai profughi che da giorni vivono nei pressi della stazione Tiburtina: recita “lasciateci passare”. Uno degli organizzatori della manifestazione, Filippo Miraglia (Arci), spiega che loro “vogliono andar via dall’Italia e non sono venuti qui oggi perché hanno paura di essere identificati.

Non vogliono chiedere asilo in Italia ma nei paesi del Nord Europa. Bisogna lasciarli passare, bisogna superare il regolamento di Dublino”. Per Libera interviene Don Tonio dell’Olio: “Le mafie ringraziano perché mai si sarebbero aspettate che ad essere loro complici fedeli fossero genti del nord raccolte in un partito a progettare la condanna alla clandestinità ovvero a spingere a chiedere alle mafie passaporti, viaggio e pedaggio. E le mafie ringraziano perché bisogna organizzare i centri di espulsione e gli sciacalli della burocrazia e la gestione della disperazione. E le mafie ringraziano. E diventano sistema. Mafia Capitale”.

Tanti i sindacalisti presenti. Tra loro il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, secondo cui “bisogna smettere con lo scaricabarile e affrontare i problemi, ripartendo dal fatto che coloro che abbandonano Paesi in guerra sono innanzitutto persone che vanno salvaguardate. Bisogna fare una grande attenzione perché il fatto che un Paese come l’Ungheria preveda la possibilità di costruire muri ci dice quale profondissima crisi sta attraversando l’Europa”.

“Serve un’Europa più determinata a risolvere i problemi dell’impatto di questo esodo biblico – le fa eco il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo – È necessario andare in questi Paesi per cercare di realizzare quella solidarietà e quello sviluppo economico che impedisca la necessità di esodare”.

(di Paola Lo Mele/ANSA)

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