Comites Caracas: Volano parole grosse durante un’accesa assemblea

Pubblicato il 22 giugno 2015 da redazione

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CARACAS – Due Comites; anzi, due in uno, divisi dalla strana apparente doppia personalità del
suo presidente, Ugo Di Martino. E’ quanto emerso dall’assemblea svoltasi sabato scorso nella “Sala Gaetano Bafile” del Centro Italiano Venezuelano di Caracas.

L’assemblea, che si è protratta fino a pomeriggio inoltrato, ha avuto due diversi momenti. Nel corso del primo con il Console Generale di Caracas, Mauro Lorenzini, sono state affrontate questioni delicate come ad esempio la realtà dei pensionati in Venezuela, gli inconvenienti provocati dal controllo dei cambi, la situazione del Consolato, la necessità dell’esperto antisequestro, la rete consolare.

Il dibattito, fino a quando è stato presente il nostro Console Generale, si è svolto in grande armonia e civismo prevalendo il rispetto mutuo. I temi sono stati affrontati con serietà e franchezza e a ogni Consigliere è stato permesso di esprimere il proprio punto di vista e di suggerire soluzioni. Con altrettanta franchezza ha risposto il Console Generale Lorenzini che, come già illustrato nel corso dell’intervista con il nostro Direttore, ha ribadito che quel che più gli sta a cuore sono l’efficienza e la trasparenza nei servizi consolari ai connazionali.

Il Console Generale si è detto cosciente delle difficoltà che si presentano al cittadino con l’introduzione del sistema di appuntamenti “online” per alcuni servizi, ma ha anche spiegato che la metodologia che si applica oggi in Venezuela è la stessa già impiegata negli altri Consolati italiani nel mondo.

– Quello del Venezuela – ha detto il Console Lorenzini – era l’unico Consolato Generale in cui non era stato introdotto il sistema degli appuntamenti online.

Ha quindi spiegato che quello utilizzato è un programma standard studiato e disegnato dai tecnici del Ministero degli Esteri. Ha comunque manifestato la propria disponibilità a intervenire in quei casi in cui l’urgenza del rilascio del passaporto o di altri documenti sia evidente. Insomma, tanta elasticità, pur nel rispetto delle regole.

Per quel che riguarda le pensioni, ha assicurato che Ambasciata e Consolato hanno già fatto i primi passi pertinenti e che il problema è assai sentito.

Chiuso l’incontro con il Console Generale Lorenzini, e dopo una breve pausa-caffè, sono proseguiti i lavori dell’assemblea. Ma il clima, si è avvertito subito dopo le prime battute, è un altro. Dr. Jekill e Mr Hyde. L’atteggiamento del presidente Di Martino ha subito uno strano mutamento. E la condotta conciliante, mediatrice, moderata osservata in presenza del Console Generale è diventata, in sua assenza, ruvida, arrogante, talvolta aggressiva. Ed è stato particolarmente scortese nei confronti del consigliere Antonella Pinto, a tal punto da obbligare questa a esigere maggior rispetto nei suoi riguardi. Ma i toni del presidente Di Martino, che molti Consiglieri attribuiscono a una vecchia ruggine che risalirebbe alla passata campagna elettorale per le parlamentarie italiane, sono rimasti gli stessi.

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E allora, di fronte all’ennesimo intervento sgarbato del presidente del Comites, il consigliere Mariano Palazzo si è sentito in dovere di esortarlo a una condotta più adeguata al suo ruolo istituzionale. Ne è sorto un lungo botta e risposta, un battibecco dai toni sempre più alti. Il presidente del Comites, al quale almeno in teoria spetterebbe un ruolo di mediatore, è esploso con espressioni di inconsueta volgarità condite anche da qualche insulto.

Gli interventi di alcuni consiglieri, tra cui quello di Fabio Giacobbe, pur senza riuscire a rappacificare completamente gli animi, hanno permesso di ritrovare il clima necessario al proseguimento della riunione. E così Rosa Belgiovane, Tina Di Francesco Antonio, Rita Scarpellini, Alessandro Chiodi e Giuliano Franco, non essendo pervenuti dalle nostre associazioni altri nomi, sono risultati i cooptati. Esclusa la candidatura di Antonio D’Antuono poiché il Centro Italiano Venezuelano di Caracas, che lo ha candidato, non è nella lista delle associazioni aventi i requisiti per presentare candidati alla cooptazione.

Sono state in seguito create le commissioni di Assistenza, Previdenza, Sanità e assistenza sociale; di Lingua, Cultura, Scuole e Formazione professionale; dei Giovani e quella di Relazioni Istituzionali che, tra la perplessità di alcuni membri del Comites, il presidente Di Martino ha annunciato essere di esclusiva responsabilità dell’Ufficio di Presidenza. E’ stata rimandata, comunque, ogni decisione su chi integrerà le singole commissioni a dopo le vacanze estive.

  • manca l´unione, qui siamo dispersi e soli….io vivo qui dal 2006, nessuno vuole votare purtroppo, e poi pretendono tanto dalla Italia… scusatemi ma tante regioni si sentono in abbandono, bisogna girare conoscere e motivare alle famiglie Italiane e Italo-Venezuelane a ricostruire la nostra Italianità con la Unione, cultura, lingua,valori e tanta storia.. riscattargli dal abbandono e fare una nuova e migliore Comunità. mi dispiace arrabbiarmi con tanti connazionali che cercano dai consolati solo passaporti e pensioni ecc. ma il voto dove lo lasciamo???? non mi sembra giusto che tantissimi Italiani e la loro prole non parlino la nostra lingua, non sappiano niente della situazione politica e sociale che vive la nostra Italia… non conoscono certi privilegi che possono avere per i loro figli ,come per esempio le borse di studio. bisogna arricchire veramente la nostra cultura. distinti saluti Angelici Claudia.

    • Fayruz El Khouri

      Scusa Claudia, sono nata in questo paese, ma nipote d’Italiani, per tanto cittadina italiana… si parla di chi non vota, però quelli che si lo faciamo e non vediamo nessun risultato differente? È sempre la stessa cosa,arrivano como peccorelle a chiedere i voti è dopo spariscono per arte di maggia… danno molto a che pensarci!!!

      • Fayruz con tutto rispetto se tutti la pensano cosi svagliano di grosso come succede in Italia…. so che mancano molte cose ma per cambiare e migliorare il sistema dipende in prima linea da noi. Una minoria non fa la forza per farci sentire
        Un grande essempio lo danno i connazionali di Argentina, Usa, Canada. Australia e Brasile ecc. E tanti altri

  • Franco Senia

    Non pudo essere la condotta del Presidente del Comités , debe cambiare la maniera di trattare ai suoi collegui.

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