Grecia: accordo più vicino, le Borse ci credono e volano

Pubblicato il 23 giugno 2015 da redazione

Greece's Prime Minister Alexis Tsipras in Brussels

BRUXELLES. – L’accordo ancora non c’è, ma i progressi questa volta sembrano reali e potrebbero spianare la strada ad un’intesa in settimana. Pur essendo arrivate tardi, tanto che né le istituzioni né l’Eurogruppo hanno potuto esaminarle, le nuove proposte greche sono viste come una buona base su cui lavorare. Servirà quindi, a giorni, un altro Eurogruppo e una nuova consultazione tra i leader della zona euro, che si stanno chiarendo in serata con Tsipras senza prendere decisioni.

Nonostante un altro rinvio, i mercati non si scoraggiano e ci credono, chiudendo ampiamente positivi, e le banche greche ottengono una nuova iniezione di liquidità dalla Bce, che potrà finanziarle fino alla fine del programma, cioè il 30 giugno. L’accordo finale deve arrivare entro quella data, altrimenti dal giorno dopo la Grecia sarebbe in default verso il Fmi e le sue banche resterebbero in fretta a secco. “Ci sono ancora molti giorni di tempo in questa settimana per arrivare a una decisione”, ha rassicurato la cancelliera Merkel fin dalla mattina.

“Si tratta solo di un summit consultivo, non c’è il lavoro di base per un accordo”, ha aggiunto in serata. La Grecia ha inviato le nuove proposte “molto, molto tardi” ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. E’ per questo che le istituzioni non hanno potuto valutarle, e i ministri da lui presieduti non hanno potuto dire la loro per preparare l’Eurosummit, come era invece in programma.

“Non c’è niente di nuovo, non abbiamo ricevuto proposte di sostanza dalla Grecia, non si può preparare un summit senza di esse”, ha gelato il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble. L’Eurogruppo si è quindi confrontato solo un paio d’ore, per poi darsi appuntamento nuovamente in settimana, molto probabilmente prima del summit europeo di giovedì e venerdì. Ma anche se le aspettative nei confronti di un accordo si sono azzerate, l’Eurosummit è un momento importante nel negoziato greco. E’ la prima volta che i leader dell’Eurozona discutono apertamente del caso Grecia, assieme al presidente della Bce Mario Draghi e al direttore generale del Fmi Christine Lagarde.

Per la prima volta Tsipras potrà fare le sue richieste a tutti i suoi creditori riuniti e ascoltare le loro posizioni. “Ho convocato questo summit perché il tempo sta finendo, oggi tutti metteranno le carte sul tavolo, le strategie devono finire, dobbiamo mettere fine a questo gioco d’azzardo politico”, ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, convinto che i leader debbano “evitare il peggior scenario, cioè un ‘Graccident’ caotico”.

Per il premier Matteo Renzi “Atene deve far fronte ai suoi impegni che sono di natura economica, ma anche l’Ue deve far fronte ai suoi obblighi morali nei confronti di un Paese come la Grecia”, anche perché “non è solo una discussione di natura economica”, ma anche “su che tipo di comunità vogliamo per il nostro futuro”.

Intanto il lavoro tecnico sulle nuove proposte greche è ripartito: “Lavoreremo come abbiamo fatto negli ultimi tre giorni per trovare un accordo entro fine settimana”, ha detto il presidente della Commissione Juncker, che da mesi media tra Grecia e creditori. Il nuovo documento, ha spiegato il ministro dell’Economia greco Giorgios Stathakis, contiene nuove tasse sui ricchi e classe media (si parte da 30.000 euro annui) e sulle aziende, un aumento dell’Iva su alcuni prodotti – elettricità esclusa – ma non ulteriori tagli a pensioni e stipendi pubblici, come volevano le istituzioni.

Atene, ha spiegato, ha accolto le richieste dei creditori di raggiungere un avanzo primario dell’1% del Pil quest’anno, del 2% l’anno prossimo e del 3% nel 2017. E, per ora, è consapevole che non ci sarà un accordo sulla ristrutturazione del debito, nonostante le pressioni di Syriza. Ma si aspetta che i partner la mettano in agenda per i prossimi mesi.

Ad Atene, intanto, in migliaia si sono radunati in piazza Syntagma, davanti al Parlamento, per manifestare il loro sostegno al governo di Alexis Tsipras. Forse anche per esorcizzare le paure e scacciare un incubo che dura da anni.

(di Chiara De Felice/ANSA)

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