Siria: l’Isis contrattacca, jihadisti rientrano a Kobane

 L'Isis riconquista Kobane

ROMA. – I jihadisti dell’Isis, che nei giorni scorsi avevano dovuto arretrare sotto la spinta delle milizie curde, sono passati al contrattacco: con una mossa a sorpresa nella notte hanno sferrato una serie di offensive simultanee contro l’esercito siriano e le stesse milizie.

Gli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi sono così rientrati a Kobane e hanno sottratto al controllo del governo siriano due quartieri della città di Hasaka. L’offensiva a Kobane è cominciata in piena notte: i miliziani hanno fatto irruzione nella cittadina di Bark Butan, alle porte dell’enclave curdo-siriana, nascondendosi sotto le divise dell’Ypg e dell’Esercito Libero Siriano (Els).

Secondo Mehmet Yuksel, esponente del Partito democratico dei popoli (Hdp), formazione politica pro-curda della Turchia, i jihadisti, travestiti da combattenti curdi dell’Ypg, le unità di difesa del popolo curdo, “sono entrati con quattro o cinque veicoli e con le bandiere dell’Els, riuscendo ad eludere la sorveglianza dei posti di blocco”. E’ stata una strage di civili nel sonno, ventitrè – secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani- la gran parte donne e bambini.

Poi è esplosa almeno un’auto vicino al valico di frontiera di Mursitpinar, che unisce Kobane con la Turchia. I media siriani puntano il dito verso la Turchia, che avrebbe lasciato passare i terroristi: l’attacco sarebbe partito proprio dal confine turco di Mursitpinar. Pronta la reazione dal ministero degli Esteri turco che ha smentito il passaggio di miliziani attraverso il proprio territorio, ricordando che “63 civili feriti sono stati trasportati in Turchia dove hanno ricevuto cure e assistenza”.

L’attacco a Kobane rappresenta la prima controffensiva jihadista, dopo che i curdi hanno assunto pieno controllo di più di 400 km del confine turco-siriano; e segue due settimane in cui i curdi sono avanzati sensibilmente nel territorio siriano in mano al gruppo estremista, arrivando a una cinquantina di chilometri da Raqqa, la cosiddetta capitale del ‘califfato’. Ma i jihadisti usano proprio la tecnica di avanzare altrove, quando perdono terreno: l’obiettivo adesso è distogliere i curdi da Raqqa.

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