Cina lancia Banca Investimenti Asia. Anche l’Italia tra aderenti

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PECHINO. – La Cina ha deciso di lanciare la Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib) “principalmente per soddisfare la domanda di infrastrutture in Asia ma anche per rispondere al bisogno il desiderio di tutti i Paesi di approfondire la loro cooperazione”. Con queste parole il presidente cinese Xi Jinping ha salutato i rappresentati dei Paesi che hanno deciso di partecipare alla creazione della Aiib riuniti nella Sala dell’Assemblea del Popolo di Pechino per firmare lo Statuto della banca.

Lo Statuto, che disegna la struttura dirigente dell’Aiib, dovrà poi essere ratificato dai Parlamenti dei Paesi firmatari. Secondo i media cinesi l’Aiib dovrebbe essere attiva prima della fine del 2015. La Cina avrà il 30% del capitale ma solo il 26% dei voti, cosa che non gli consentirà di dominare l’istituzione, che per la decisioni importanti avrà bisogno di una maggioranza del 75% dei voti, ma di mantenere il potere di veto.

Gli altri azionisti principali saranno l’India (con l’8,52% del capitale), la Russia (6,66%) la Germania (4,57%) e la Corea del Sud (3,81). L’Italia, col 2,62% del capitale, è al dodicesimo posto. Il capitale della banca sarà di 100 miliardi di dollari.

Dei 57 Paesi che hanno aderito all’iniziativa solo 50 hanno già firmato. Mancano all’appello Danimarca, Kuwait, Malaysia, Filippine, Olanda, Sud Africa e Thailandia, che non hanno ancora completato le formalità per la partecipazione.

Parlando alla cerimonia della firma, il ministro della finanze di Pechino Lou Jiwei ha sottolineato che la creazione dell’Aiib è “un’importante iniziativa proposta dalla Cina per assumersi maggiori responsabilità a livello internazionale per lo sviluppo economico dell’Asia e del mondo in generale”.

La valanga di adesioni dalla banca – che intende avere il centro delle sue attività in Asia – rappresenta un indubbio successo diplomatico per Pechino. L’Aiib viene infatti ad occupare uno spazio lasciato libero dalle istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionali, per i quali rappresenterà una pericolosa concorrente.

Nonostante il parere contrario di Washington, infatti, un gran numero di Paesi europei ha deciso di aderire all’ Aiib: oltre a Germania ed Italia, sono infatti presenti tra i membri fondatori il Regno Unito, la Francia e la Spagna.

(di Beniamino Natale/ANSA)

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