Expo: irrompono le donne, l’altra metà della Terra

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MILANO. – Era dal 2008 che Emma Bonino aspettava questo momento, “e il momento – dice – è finalmente arrivato”: a Expo hanno fatto irruzione le donne, quelle che lei ha pazientemente e tenacemente unito in una rete transnazionale, bipartisan e, nei fatti, mondiale. E’ la rete di “We-Women for Expo”, l’organizzazione nata su sua iniziativa quando lei era ministro degli Esteri e nel 2008 l’Italia, cioè Milano con l’allora sindaco Letizia Moratti, si assicurò la vittoria su Smirne per l’organizzazione dell’Esposizione universale 2015.

Da allora Emma Bonino non ha fatto altro che lavorare a queste “due settimane al femminile” di Expo: le Women’s week, 12 giorni di incontri, dibattiti, tavole rotonde, performances teatrali, incontri letterari. Tutti declinati “al femminile” e tutti aventi un unico denominatore comune: portare la fondamentale voce delle donne nel dibattito di Expo, “Nutrire il pianeta – Energia per la vita”.

Perché, parafrasando il titolo del film-documentario di Sebastiao Salgado, sono le donne “il sale della Terra”, tanto più su un tema come quello del cibo. Con la due giorni del “Women’s Forum Italy 2015” ha avuto inizio così una maratona di incontri “per certi versi noiosissimi – ha ammesso la presidente di We-Women, Marta Dessù – ma nello stesso tempo fondamentali”. Perché, a due mesi esatti dall’apertura di Expo, “l’altra metà della Terra” impone il suo sguardo sui contenuti del tema: quali le strategie possibili a livello politico per riequilibrare gli attuali disequilibri? In che misura la condizione della donna può incidere nel processo? Dove? Come?-

“Le donne rappresentano più della metà della popolazione mondiale – dice l’ad del Women’s Forum, la francese Jacqueline Franjou – e sono in genere in prima linea non solo quando si tratta di nutrire le proprie famiglie. Noi dobbiamo porre fine a tutte le pratiche che negano alle donne i loro diritti fondamentali”.

E’ questo il vero contributo che Women for Expo e l’associazione Valore D intendono portare a Expo, puntando a rimanere elemento strutturale anche per le prossime Esposizioni, a cominciare da Dubai 2020. “Vi siete mai chiesti cosa possiamo fare per lasciare un modo migliore ai nostri figli? – ha detto la presidente di Valore D, Claudia Parzani -. E’ la domanda che sta dietro l’idea stessa dell’Esposizione.

Se il mondo non è ancora sprofondato nell’abisso lo dobbiamo alle donne invisibili, alle donne che lavorano la terra e nutrono i figli e i mariti e poi, se mai resta qualcosa, mangiano per ultime”. E’ a queste donne che Valore D si ispira: l’associazione ha raccolto intorno a sé 143 aziende e si è unita a Women for Expo per una battaglia comune.

A Expo culmina con il Women’s Forum, e per certi versi Expo stessa culmina con il Forum, almeno per quanto riguarda i contenuti. Tra le protagoniste di queste due settimane, bastano alcuni nomi: l’ambientalista Vandana Shiva, la direttrice del World Food Programm, Ertharin Cousin (impegnata con Emma Bonino su un incontro dedicato al tema “Il primo passo verso Fame Zero”), la presidente di Enel, Patrizia Grieco, la scrittrice Banana Yashimoto, quindi Lella Costa, Serena Dandini, Ornella Vanoni.

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