Venezuela: Cne e Mud, botta e risposta

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CARACAS – E’ polemica tra “Mesa de la Unidad Democrática” e Consiglio Nazionale Elettorale. Mela della discordia la “parità di genere” voluta dall’organismo elettorale

Stando a quanto affermato ieri dalla presidente del Cne, Tibisay Lucena, la “Mud” sarebbe stata opportunamente informata della decisione che l’organismo elettorale avrebbe preso. E cioè quella di imporre ai partiti politici una “quota rosa”, al momento di presentare i propri candidati alle prossime parlamentari.

Immediata la risposta di Vicente Bello, rappresentante della MUD presso il CNE, che ha smentito categoricamente quanto affermato da Tibisay Lucena.

– Lo avrà detto forse a qualche simpatizante o attivista dell’Opposizione, ma non ai rappresentanti ufficiali della Mud – ha ribattuto Bello.

E mentre la polemica riscalda l’ambiente politico, nell’ambito economico non sorprende la fotografia del carrello della spesa che, come consuetudine ogni fine mese, fa il “Centro de Documentación y Análisis para los Trabajadores” (Cenda).

Prezzi sempre in ascesa. Il costo del carrello della spesa, a maggio, è aumentato dell’8,1 per cento: 1.332 bolívares circa. Oggi, stando al Cenda, a una famiglia venezuelana occorrono 17 mila 833 bolívares per fare la spesa. E solo per acquistare i prodotti indispensabili per l’alimentazione e l’igiene.

Il Cenda precisa che l’aumento del 20 per cento sul salario minimo, decretato recentemente dal presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, non è sufficiente a permettere ad una famiglia di fare una “spesa completa”. Ed infatti, con i circa 7 mila bolívares che riceve a fine mese, un salariato riuscirebbe a coprire solo il 38 per cento del proprio fabbisogno.

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