Alessandro Cicinelli e l’amore per lo Sport. Verso New York per abbracciare il futuro

ALE FUTBOL

CARACAS.- Si va… si lascia… si piange… si abbraccia… si saluta, sventolando le mani, il braccio alzato… le lacrime appannano la vista… ma, si continua a sorridere.

Così, oggi come “ieri”, lasciando quello che più amiamo, quelli che ci hanno visto crescere, ci hanno insegnato a parlare la lingua materna, ci hanno raccontato la bellissima commovente storia dell’emigrazione italiana in questa terra venezuelana… Alcuni, con esempi e ricordi… altri, ancora pieni di un entusiasmo antico, mentre ci descrivevano “il Venezuela di una volta”… quella terra accogliente che, addirittura, a qualcuno ha fatto “dimenticare” anche la promessa di “ritorno” alla “fidanzata” lasciata nel paesello.

Si va… e non si viene… Non più, poiché, chi parte, cerca in “altri Lidi”, in “altre Sponde” ciò che i propri nonni, i propri genitori, incontrarono: “tanto tempo fa” in Venezuela.
C’è chi parte spiegandoci: “Soltanto per fare degli studi, ma poi, ritorno”… C’è chi afferma: “In Venezuela non “vedo” “futuro”… Me ne vado per cercare il “mio”.

Così, tra qualche lacrima ed un sorriso, ascoltiamo esponenti della nostra giovanissima generazione, decisi ad affrontare “un futuro imprevisto”, visto che hanno (purtroppo) appreso a non “vedere chiaro ed invitante” quello del Venezuela.

Si ritorna, con i nostri intervistati, attraverso le storie raccontate loro da familiari ed amici, sulle “sorprese” e le “tristezze” dell’emigrazione… un po’ il “pane quotidiano” di questa Venezuela contemporanea.

Ed eccoci, con Alessandro Cicinelli. È giovanissimo, grande amante dello Sport e mietitore di eccellenti successi. Ci racconta un po’ di quanto gli hanno commentato in famiglia. Parla bene l’italiano. È orgoglioso delle proprie origini ed è un ragazzo “solare”, cresciuto nei campi sportivi del “Centro Italo Venezolano” conquistando fama e simpatia.

Ama trascorrere moltissima parte del suo tempo dedicandolo allo Sport del Calcio.
“Primo ad arrivare in Venezuela fu mio nonno… Veniva dalla Puglia e aveva diciannove anni. Si “ospitò” presso la “Barberia Puglia” (che oggi gli appartiene). Nonno, dormiva lì e lavorava sodo, fino a che comprò la “Barberia” battezzandola: “Barberia Venezia”.

Mamma e papà si sono conosciuti in Venezuela e qui si sono sposati.

– Che sai tu dell’Italia?.
– Mio nonno, mi raccontava che quando “vedeva cadere le bombe dal cielo”, pensava che erano zucche.

Gli crediamo, ascoltandolo commossi.

Quella ingenua gioventù, fratturata dalla seconda guerra mondiale, non aveva allora altro scampo che “varcare l’Oceano”.

– Mi sento più italiano che venezuelano – afferma il nostro intervistato, aggiungendo orgoglioso: – … amo più la cultura italiana che quella spagnola.

In casa mia, si rispettano tutte le tradizioni italiane e, qui, nel Centro Italiano Venezolano, trovo un angolo d’Italia indimenticabile.

Parlo tutte le sere in italiano con mio nonno – aggiunge orgoglioso questo simpaticissimo ragazzo, il quale, è stato già invitato dal CONI a rappresentare il Venezuela nella sua “specialità” sportiva.

– Sono al quinto anno di studio in “Scienze” e sono stato scelto quale migliore atleta nel Campionato “Milan Day” per giocare in Italia (due volte)-

Progetti futuri?

-Il prossimo 7 agosto, vado “con una borsa di studio del 100/100” all’”University S.T. Johns” per studiare “Amministrazione” e… parto per New York… Penso restare li”.

Lo avevamo immaginato! La fuga di “giovani talenti” non si placa…
“Anche… dove vado, giocherò calcio – precisa, come dovesse portarsi dietro un pezzetto del nostro “Centro”.

Ha diciotto anni. Appartiene all’eletta schiera dei “Nostri Giovani Talenti”:
– Cosa significa il Centro Italiano Venezolano, per te?-

– Un “Angolo d’Italia in Venezuela !!!”.

(Anna Maria Tiziano/Voce)

(Nella foto Alessandro Cicinelli, giovane calciatore)

Condividi: